Arrivederci Professore

 Paese    USA
 Lingua    inglese
 Anno    2019
 Durata    90 minuti

Arrivederci Professore (The Professor) è un film del 2019 scritto e diretto da Wayne Roberts con protagonisti Johnny Depp, Rosemarie DeWitt, Danny Huston, Zoey Deutch, Ron Livingston e Odessa Young. È stato presentato in anteprima mondiale allo Zurich Film Festival il 5 ottobre 2018.

Johnny Depp ripropone la sua ennesima performance istrionica sempre uguale, ma almeno qui interpreta un personaggio fuori dai suoi soliti canoni che ormai lo ha caratterizzato in questi anni, e lo fa senza infamia ne lode. Mi è piaciuto il fatto che il film parte subito come una bomba senza miccia, senza inutili preamboli.  Arrivederci Professore fa crescere la consapevolezza nel suo protagonista mentre la malattia lo corrode.

Il film, a dispetto dei suoi lodevoli intenti,  si lascia vedere molto volentieri e commuove perfino ma rimane troppo in superficie. La prima parte non solo è diversa da questo film di genere, ma dà interessanti spunti di riflessione sull’aspetto della società borghese a dispetto della malattia. Gli omaggi e le citazioni a classici del cinema d’insegnamento come L’attimo fuggente (1989) e Will Hunting – Genio ribelle (1997) sono palesi, ma non fastidiosi.

Richard è un personaggio che ha ancora bisogno di capire qualcosa, ma che non ha tempo per farlo e allora, a volte si lascia andare alle emozioni e piange. Lui è la voce della coscienza di ogni persona. Il punto debole è rappresentato dagli inni motivazionali sulla vita e sulla morte, troppo calcati e che cadono un po’ nello stereotipo. Non è un mistero che negli Stati Uniti, Arrivederci professore è stato snobbato dalla stampa specializzata. Però rimane comunque un buon film che vi farà commuovere e divertire, con un attore che finalmente è riuscito ad interpretare un personaggio diverso.Vale la pena darci un occhiata😉. Potete seguirmi anche sulla pagina facebook Te lo dice Matteo se volete leggere i miei articoli.

Trama

Richard, un professore del college, riceve una diagnosi che può cambiargli la vita e decide di rinunciare a tutte le convenzioni e alle apparenze per vivere la propria esistenza nel modo più coraggioso e libero possibile. Con un senso dell’umorismo tagliente, coraggio e un pizzico di follia, attraversa ogni tipo di vizio: fuma, beve, fa sesso e rivolge insulti a chiunque gli dia fastidio, provando un piacere mai avuto in tanti anni.

2,5/5

 

 

L ‘angelo del male – Brightburn

 Paese      USA
 Lingua     Inglese
 Anno    2019
 Durata    90 minuti

L’angelo del male – Brightburn

L’angelo del Male – Brightburn è un film di genere horror del 2019, diretto da David Yarovesky, con Elizabeth Banks e David Denman. Uscita al cinema il 23 maggio 2019. Durata 90 minuti. Distribuito da Sony Pictures Italia / Warner Bros. Pictures Italia

Prendete Superman e trasformatelo in un dodicenne arrabbiato , immaturo e vendicativo, il risultato di questa combinazione è L’ angelo del male -Brightburn. Lo script e l’ idea di partenza è a dir poco fantastica! Le ambientazioni, la famiglia amorevole e tutto il resto sono un puro riferimento al famoso supereroe, qui però visto in chiave malvagia senza un reale motivo.

Ma è proprio qui che il film perde la sua reale potenzialità, dopo una prima mezz’ora ottima, nella fattispecie il rapporto amorevole della famiglia, la caratterizzazione del percorso di formazione del personaggio accelera troppo e con poco senso logico,trasformando dal nulla il ragazzo, interpretato dall’ ottimo Jackson A.Dun, in una sorta di psicopatico. Molto ben fatte le scene Splatter e L originale idea del mantello per sottolineare ancora di più la somiglianza con Superman, evidenziando così  il contrappasso del concetto di bene e di male partendo da una stessa storia alla base.

La fotografia e l’ idea di partenza restano eccezionali ma anche il finale aperto non salva una pellicola che aveva davvero una potenzialità immensa.

Trama

Tori Breyer (Elizabeth Banks) è una donna del Midwest, felicemente sposata e con la passione per l’arte. L’unica cosa che completerebbe la sua vita sarebbe un figlio. Dopo anni passati a provare di concepirne uno, inizia a convincersi a mettere da parte la speranza di rimanere incinta. Dopo una lunga attesa il sogno di Tori finalmente si avvera con l’arrivo di un misterioso bambino, un neonato che sembra essere il figlio felice e in salute che speravano da sempre potesse completare la loro famiglia.

Il piccolo Brandon diventa tutto ciò che Tori e suo marito Kyle (David Denman) abbiano mai desiderato – brillante, di talento e curioso nei confronti del mondo ma che trova difficoltà a farsi degli amici, preferendo, come molti figli unici, la compagnia di persone adulte – non solo dei suoi genitori, ma anche dei suoi zii. Quando Brandon (Jackson A. Dunn) si avvicina alla pubertà, si manifesta in lui un potente lato oscuro e Tori inizia a consumarsi da terribili dubbi su suo figlio. Quando il ragazzo inizia a seguire i suoi impulsi, le persone a lui più vicine si ritrovano in grave pericolo, e il bambino dei miracoli si trasforma in un crudele predatore che si scatena in una sonnolenta città del Kansas.

Con L’angelo del Male – Brightburn, il produttore James Gunn, visionario regista di Guardiani della Galassia, presenta la sua versione sconvolgente e sovversiva di un genere radicalmente nuovo: l’horror con i supereroi.   Per avere ulteriori informazioni vi consiglio di seguire anche la pagina facebook “Te lo dice Matteo”.  

Voto: 3/5

 

 

 

 

A.I. Rising – il futuro è adesso

 Paese     Serbia
 Lingua     serbo
 Anno    2018
 Durata    85 minuti

A.I. Rising – Il futuro è adesso

Fascinoso e solitario pilota dalla pluriennale esperienza è inviato nello spazio in missione su Alpha Centauri per la compagnia Ederlezi Corporation. L’uomo, tuttavia non sarà solo, ma un ingegnere sociale della Riformata USSR (Maruša Majer), gli rivela che al suo fianco ci sarà un androide, la bella e algida Nimami (Jessica Stoyadinovich aka Stoya), il cui aspetto e i cui comportamenti sono stati studiati da un’equipe di programmatori per rispecchiare al meglio i desideri e le preferenze di lui.

Il profilo di Milutin mostra alcune problematicita nella vita privata: maltrattato da varie donne in passato. Il film, Ederlezi Rising, è stato presentato al Trieste Science+Fiction Festival in lingua inglese e rappresenta il primo ruolo non pornografico di Stoya. La storia ritrae un futuro distopico in mood Solaris e Blade Runner.

Il vero problema sono le troppe scene di sesso che portano lo spettatore dopo un po’ a chiedersi se è un film di Tinto Brass. Peccato perché le atmosfere sci-fi sono molto curate e anche gli attori sono perfetti, L alchimia tra i due ed il discorso del rapporto tra androide ed umano è interessante, ma se è la vera fantascienza che cercate, non è il film che fa per voi.

Il titolo Ederlezi fa riferimento a una canzone popolare rom e dà l’idea del mood del film, che non rappresenta solo con taglio sci-fi la secolare contrapposizione fantascientifica tra umani e androidi ma anche uno spaccato della cultura slava e serba oggi, a livello politico, dopo gli sconvolgimenti insanguinati degli ultimi decenni, ma anche culturale, sul ruolo (rinegoziato?) della donna. Salvabile per i primi minuti che rappresentano un buon film sci-fi, il castello crolla nel tentativo di trasformare l’androide in una donna vera, e di sfatare così le tre leggi di Asimov…insomma…un pasticcio (per non parlare dei classici stereotipi del rapporto uomo e donna).

Tranne che per la scena dello stupro, il sesso è rappresentato in maniera lirica, con molte luci e ombre che giocano nella cabina girevole della nave, con l’eterea colonna sonora di Nemanja Mosurović insieme a un coro di donne e un organo. Stoya si presenta come un’attrice di talento, incarnando un personaggio che in maniera convincente copre lo spettro tra androide e umano.

Ederlezi Rising è stato coprodotto da Mir Media Group(Serbia) e la società Balkanic (Stati Uniti). I diritti internazionali sono gestiti dalla società americana Arclight Films.

Voto:1/5

👎😞

 

 

Diabolik torna sul grande schermo grazie ai Manetti Bros

I registi Manetti Bros. hanno annunciato i nomi degli attori che faranno parte del prossimo film dedicato a Diabolik! Tutti noi conosciamo il ladro mascherato con tuta nera e la sua bellissima compagna Eva Kent, ma per i pochi che non hanno mai sfogliato le piccole storie in bianco e nero  create dalle sorelle Angela e Giuliana Giussani sappiate che Diabolik è un fumetto italiano, un mito dell’immaginario collettivo.

I registi hanno pubblicamente dichiarato di aver  fortemente voluto che il cast fosse al cento per cento italiano e le scelte sono ricadute su Luca Marinelli (lo Zingaro di Lo chiamavano Jeeg Robot), mentre Eva Kant verrà impersonata da Miriam Leone (Non uccidere). Valerio Mastandrea (Perfetti sconosciuti) sarà infine l’ispettore Ginko.

Quest ultimo ha dichiarato «Sarò l’ispettore Ginko nel Diabolik dei Manetti Bros., le riprese inizieranno in autunno a Bologna e sarà davvero un film con una grande produzione, ci saranno scene d’azione, che non mi riguardano, ma che saranno spettacolari!».

Queste scelte hanno fatto tremare e discutere i fan del fumetto, non proprio contenti delle scelte di tre attori noti per i loro ruoli prevalentemente da commedia all italiana. Per quanto riguarda le location Film Commision ha annunciato “Che i Manetti Bros amassero l’Emilia-Romagna è cosa nota ma lo sanciscono definitivamente con Diabolik, prodotto da Mompracem srl, in collaborazione con Rai Cinema. Gli irriverenti fratelli accantonano momentaneamente le vicende di Coliandro, per dedicarsi alla seconda, coraggiosa, trasposizione cinematografica dell’affascinante ladro e della sua storica compagna, Eva Kant, Bologna sarà la location principale delle riprese“.

Seconda trasposizione perché già nel 1968 il maestro Mario Bava,considerato maestro del cinema horror italiano  e di veri e propri cult movie, aveva portato Diabolik sul grande schermo riprendendo le situazioni di alcuni episodi della serie a fumetti, in particolare quelli intitolati Lotta disperata, L’ombra della notte e Sepolto vivo! (Il film andò male al botteghino ma divenne negli anni un vero e proprio cult).

La trama del film di Bava era una classica storia del nostro anti-eroe mascherato: “Nonostante le precauzioni prese, ancora una volta Diabolik riesce ad ingannare l’ispettore Ginko, e così dieci milioni di dollari finiscono nel suo segretissimo rifugio, dove vive con la fidatissima compagna Eva Kant. I due continuano a compiere insieme azioni criminose, riuscendo sempre a mettere in difficoltà Ginko il quale, con la speranza di catturare Diabolik, organizza un piano, servendosi d’una favolosa collana di smeraldi, appartenente ad un ambasciatore, poiché è convinto che il gioiello desterà l’interesse del famoso ladro.”

I  Manetti Bros, hanno annunciato una versione romantica e anarchica. Saranno in grado i registi romani che hanno girato pellicole come Zora la vampira e  fiction come L’ispettore Coliandro a restituire le atmosfere del fumetto? Comunque andrà a finire sono contento che il cinema italiano finalmente si discosti da sfornare sempre le solite commediole tutte uguali e provi a lanciarsi in progetti ambiziosi e coraggiosi. 

 

Stallone annuncia novità sul personaggio di Rocky

Chi non ha mai sentito parlare di Rocky Balboa!? Il ragazzo di Philadelphia che ha fatto sognare generazioni con in sottofondo “Eye Of The tiger” dei Survivor ; o della “scalinata di Rocky”( è il nome con cui sono diventati noti i 72 gradini di pietra di fronte all’entrata del Philadelphia Museum of Art, a Philadelphia, Pennsylvania, in seguito alla loro apparizione nel film Rocky, vincitore di tre premi Oscar, e in tutti gli altri film della serie ad eccezione di Rocky IV).

Siamo cresciuti con i suoi film ed i suoi incontri impossibili…le morti dei personaggi più vicini a lui…e l’abbiamo anche accompagnato nella sua nuova vita e parabola di allenatore del figlio di Apollo Creed (che gli è valso pure un golden globe). Beh adesso prenderà tutto un altra piega e direzione perché Sylvester Stallone  ha annunciato un nuovo film separato da Creed e una serie TV dedicata a Rocky per le piattaforme in streaming. 

Rocky tornerà al cinema con nuovi progetti realizzati da Sylvester Stallone, ad annunciarlo è proprio Sly che dopo essersi scagliato contro i produttori  della saga lamentando di non avere nessuna percentuale sul franchise, rivela a Variety di voler realizzare un nuovo film, separato da Creed, con il coinvolgimento di Rocky nei combattimenti da strada e nell’immigrazione clandestina. 

Ecco le parole della star di Hollywood: Rocky incontrerà una persona giovane e arrabbiata che si è trovata incastrata in questo paese quando è andata a trovare la sorella. Rocky farà entrare questo giovane nella sua vita e i due vivranno un’incredibile avventura ai confini tra USA e Messico. Sarà un film molto attuale, parlerà di persone che si trovano ai margini, costrette a vivere per strada. Se li aiuti, ti ritrovi automaticamente al di fuori della legge.” 

Mentre è in fase di sviluppo Creed 3, sembra che Sylvester Stallone voglia lanciare una serie tutta sua e mira anche a toccare tasti importanti come L immigrazione (argomento in voga nell’attuale era Trump) difatti dice: Produrremo il nuovo film con la compagnia di Irwin Winkler e con MGM, che co-detiene i diritti del franchise, Rocky stringerà amicizia con un giovane pugile che vive illegalmente negli USA e combatte per la strada”. 

Irwin Winkler ha aggiunto: “Non vediamo l’ora di realizzare il film”. Come dichiarato dal produttore stesso, Sly potrebbe essere protagonista e sceneggiatore della nuova pellicola: Siamo ansiosi all’idea di vederlo”. Questa operazione, oltre ad essere rischiosa, si stacca completamente dai canoni di questa serie (almeno per la nostra generazione) “antologica” e sembra solo il tutto per tutto di un attore ormai a fine carriera che non vuole far morire i suoi personaggi più iconici.

Tutto il mondo vuole bene a Rocky e a Stallone ed è per questo che tutti, come sempre, saremo nell’angolo di quel ring a tifare sempre e comunque per lui.

 

IL COLPEVOLE – THE GUILTY

 Paese      Danimarca
 Lingua      Inglese
 Anno      2018
 Durata     85 minuti
Il colpevole – The Guilty (Den skyldige) è un film del 2018 diretto da Gustav Möller con Jakob Cedergren.
Trama
Asger Holm è un agente di polizia che si è messo nei guai e per questo è stato confinato a rispondere al numero d’emergenza insieme a più anziani colleghi. Vive questo lavoro con insofferenza e agitazione, anche perché l’indomani lo aspetta il processo che deciderà della sua carriera. Quando riceve la telefonata disperata di una donna che dice di essere stata rapita, Asger decide di mettersi in gioco e fare il possibile, fino a scavalcare le regole, per non tralasciare alcuna possibilità. Il suo desiderio di redenzione si incaglia però in un caso che è molto più complesso di quello che sembra e le sue buone intenzioni rischiano di avere effetti controproducenti per sé e per gli altri.
Recensione
Il film parte piano, si prende i suoi tempi, per farci capire un po’ la situazione del protagonista, incastrato in quell’ufficio in uno stato di ansia estrema con un processo che lo attende e un lavoro che svolge con superficialità, svogliatezza e anche un pizzico di ironia verso le chiamate per lo più monotone e poco gravi che riceve al numero d emergenza. La “routine” si spezza subito dopo la telefonata di una donna che dice di essere stata rapita e qui inizia una corsa contro il tempo e la vera svolta thriller del film. La regia è ottima e il regista ci fa impersonificare con il protagonista con dei lunghi primi piani e momenti di silenzio che creano ansia ed empatia allo spettatore.
Il film si svolge interamente in un solo ed unico luogo con la telecamera sempre fissa su Jakob Cedergren che sfoggia un ottima prova attoriale, senza sfigurare il confronto con attori che hanno “affrontato” ruoli simili in passato, come Tom Hardy (in Locke) e Ryan Reynolds (in Buried-sepolto vivo ). La situazione del problema personale del protagonista esce poco a poco e ricorda molto il Walter Garber interpretato da Denzel Washington in “Pelham 123 – Ostaggi in metropolitana”. Qualche momento di ilarità spezza un po’ la tensione che resta comunque sempre altissima. I dialoghi perfetti ed un montaggio veloce incollano lo spettatore alla sedia Fino alla fine del film.
Quello che rende “Il colpevole – The Guilty” un film riuscito è il fatto che riesce a farci impersonificare nel protagonista e quasi vivere le sue emozioni e paure, ed è proprio il risultato che un film come questo deve ottenere nonostante la storia sia alla fine un po’ scontata e banale e ci siamo pochissimi colpi di scena. Il risultato è sicuramente buono, senza troppe pretese e non eccelso. Consigliato agli amanti del genere o a chi chi vuole passare un oretta e mezza di tensione.

Voto: 3/5

 

 

La conseguenza

 Paese      USA, GRAN BRETAGNA
 Lingua      Inglese
 Anno      2019
 Durata      108  minuti

 

La conseguenza (The Aftermath) è un film del 2019 diretto da James Kent ed è l’adattamento cinematografico del romanzo del 2013 The Aftermath scritto da Rhidian Brook, co- sceneggiatore nel film. Partendo dal presupposto che adoro i film sulla  seconda guerra mondiale e amo letteralmente Jason Clarke, Alexander Skarsgård (per chi non lo sapesse il fratello maggiore del nuovo terrificante pagliaccio mutaforme Pennywise), e Keira Knightley (già dalla prima scena di una bellezza mozzafiato), avrete capito che non vedevo l ora di vederlo.

Trama

Nell’inverno pungente del 1946, nella Germania del dopoguerra, Rachael Morgan giunge tra le rovine di Amburgo per ricongiungersi con suo marito Lewis, un colonnello britannico incaricato di ricostruire la città distrutta. Ma mentre si dirigono verso la loro nuova casa, Rachael rimane sbalordita di fronte alla decisione inaspettata di Lewis: i due condivideranno la grande casa con i suoi precedenti proprietari, un vedovo tedesco e la sua figlia in difficoltà. In un crescendo di tensione, l’inimicizia e il dolore incominciano a lasciare  il posto alla passione e al tradimento.

 

Le ambientazioni e la fotografia già dalle prime scene , che mostrano il contrasto tra un Amburgo distrutta dagli orrori della guerra e la sfarzosa casa dove si svolge la maggior parte di questo melodramma storico, sono a mio avviso perfette. Il tema dell’occupazione alleata dopo la vittoria della Germania non è un argomento molto ricorrente nella cinematografia attuale e questo rende il film interessante già dalle prime scene che mostrano una bravissima Keira Knightley a disagio in questa situazione di “rovescio della medaglia”.

La conseguenza  sottolinea, con sguardo critico, la difficile convivenza tra vincitori e vinti, forse stereotipando un po’ troppo il cliché del “buono” e del “cattivo” in alcuni personaggi, anche se la caratterizzazione di questi ultimi è perfetta. In ogni momento sei combattuto se simpatizzare o no per le persone tedesche “innocenti” che han perso affetti, cari, e quasi anche la “dignità” per la follia nazista perché ti sorgono spontanee domande come “Durante il dominio tedesco cosa facevano? Sono davvero cosi innocenti?”

Poi il film cambia completamente rotta sul classico tema della passione e del tradimento tra i due protagonisti ,diversi ma simili, legati dalla perdita di un caro e smarrisce completamente tutto il fascino iniziale dei primi 40 minuti trasformandosi nella più classica (quanto inverosimile) storia d amore…ed è davvero  un peccato! Comunque le interpretazioni di tutti e tre gli attori sono eccezionali cosi come ottimi i costumi e la colonna sonora.

In conclusione  La conseguenza è un film riuscito a metà, con una prima parte stupenda condita da premesse eccezionali rovinata da una seconda parte noiosa e anche costruita male. Possiamo dire che  è una pellicola  nella quale si  raccontano dinamiche e situazioni interessanti, quindi ve ne consiglio  la visione.

Voto:3/5

 

 

The Mask: reboot al femminile pronto per lo sbarco al cinema

Vi ricordate il film del 1994, diventato  un vero e proprio cult, nel quale uno “spumeggiante” Jim Carrey si calava nei panni del timido impiegato Stanley Ipkiss? Il protagonista è una persona timida che però indossando un antica maschera di legno si trasformava in  “The Mask”, bizzarro personaggio dotato di poteri spettacolari. Per chi non conoscesse il film del ‘94 è una storia di riscatto, una sorta di parodia de “lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hide , una caricatura di un noir vecchio stampo senza freni inibitori, con battute ad effetto ed esilaranti sketch musicali.  Le atmosfere cupe della pellicola vengono però smorzate da un Jim Carrey eccezionale e dalla bellezza mozzafiato di un esordiente Cameron Diaz.  I costumi, che troviamo anche nel fumetto, qui raggiungono un livello addirittura più alto.  Il film è molto divertente e ben curato, bello soprattutto gli effetti speciali e nonostante i temi della violenza e della vendetta è comunque un film talmente fatto bene che può essere adatto a tutta la famiglia.

Sull’onda del successo del film con protagonista Jim Carrey è stata creata anche una serie animata composta da 53 episodi e tre stagioni. Negli USA è stata mandata in onda dalla CBS tra il 1995 e il 1997. In Italia invece sono state mandate in onda, tra il 1996 e il 1997, soltanto la seconda e la terza stagione all’interno del programma per bambini Bim Bum Bam trasmesso su Canale 5.  La sigla della versione italiana è stata cantata da Cristina D’Avena.

La pellicola ha avuto anche un sequel,meno fortunato, The Mask 2, girato nel 2005 da Lawrence Guterman  e con protagonista Jamie Kennedy, interprete noto per la saga di Scream. Ma la vera notizia bomba l’ha lanciata il creatore, nonché fondatore della Dark Horse Enterteinement , che in una recente intervista su Forbes in occasione del 25 esimo anniversario del franchise ha dichiarato non solo che il reboot al femminile si farà ma che ha anche in mente l’attrice!

Queste le sue parole: “Mi piacerebbe vedere una brava attrice comica nella parte. Ne ho una in mente , ma non dirò il suo nome. Ci vorrà molto per convincere la persona di cui parlo, ma vedremo…d altronde non si sa mai cosa ci riserva il futuro .Abbiamo alcune idee…” E ancora ha sottolineato che vorrebbe  vedere sul grande schermo il personaggio  con una natura più dark come nel  fumetto originale. “Vorrei che fosse nuovamente un film incentrato su una persona che ha a che fare con il potere assoluto. Il tema centrale di The Mask vuole farci pensare a cosa faremmo se lo avessimo, proprio come Stanley Ipkiss”. Dopo i disastri dei reboot al femminile di Ghostbuster e Ocean’s 8 speriamo questo sia un valido prodotto, i presupposti ci sono tutti.