Tre manifesti ad Ebbing Missouri

Tre Manifesti ad Ebbing Missouri

 Paese      USA
 Lingua     Inglese
 Anno      2017
 Durata    115 min

Tre manifesti ad Ebbing Missouri è il nuovo thriller diretto da Martin McDonagh. Il regista inglese di origini irlandesi, è alla sua terza esperienza dietro la macchina da presa. Finora aveva diretto film come In Bruges-La Coscienza dell’assassino con Colin Farrell e Sette Psicopatici dove ritrova Woody Harrelson e Sam Rockwell. Nel cast di Tre Manifesti ad Ebbing Missouri, pellicola premiata ai Golden Globes come Miglior film drammatico, ci sono  Frances McDormand conosciuta dal grande pubblico per film come Schegge di paura, Burn After Riding -A prova di spia, This Must Be The Place e Ave Cesare, Woody Harrelson noto al grande pubblico per pellicole come Non è un pese per vecchi, Sette anime, Now You See Me  I maghi del crimine, Codice 999, Sam Rockwell che si è fatto conoscere in film come Il Miglio Verde, Confessioni di una mente perlicolosa, Il genio della truffa e Sette Psicopatici e Abbie Cornish nota al grande pubblico per Un’ottima annata-A good Year, Elizabeth – The Golden Age, Limitless e Sette Psicopatici. 

Tre Manifesti ad Ebbing Missouri ha come protagonista Mildred Hayes. La donna non si da pace per la morte di sua figlia Angela. Vedendo che la polizia locale, dopo sette mesi non ha ancora trovato il colpevole, decide di commissionare tre manifesti rivolti direttamente allo sceriffo Bill Willoughby, capo della polizia di Ebbing. Le accuse rivolte dalla donna sono quelle di non aver fatto nulla in tutto questo tempo per trovare un colpevole per la morte della figlia.  Emblematica la frase pronunciata dalla protagonista: “Mia figlia Angela è stata uccisa sette mesi fa. La polizia è troppo impegnata a torturare la gente piuttosto che risolvere un crimine vero”.  Riuscirà Mildred Hayes a trovare il colpevole e assicurarlo alla giustizia?

Di questa pellicola diretta da Martin McDonagh ho apprezzato la scelta del cast e la trama, anche si perde un pò sul finale. Un buon thriller che consiglio di andare a vedere al cinema se siete amanti del genere. Certo  i capolavori sono altri.

L’unico premio che non avrei dato a Tre Manifesti ad Ebbing Missouri è quello relativo al Miglior film drammatico. Per il resto sono d’accordo con il riconoscimento come Miglior attore non protagonista  a Sam Rockwell, come Miglior attrice in un film drammatico a Frances McDormand e Miglior sceneggiatura a Martin McDonagh. Fatemi sapere nei commenti  se la recensione vi è piaciuta  e se andrete a vederlo a cinema. 

Voto:3/5

 

 

 

 

 

La Napoli velata di Ferzan Ozpetek avvolta nel mistero

Napoli Velata
 Paese    Italia
 Lingua    Italiana
 Anno    2017
 Durata    113 min

Napoli Velata è il nuovo thriller diretto da Ferzan Ozpetek  e uscito in sala il 28 dicembre 2017. Il regista turco naturalizzato italiano, ha voluto riunire in questo film un grande cast composto da Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Luisa Ranieri e Isabella Ferrari.  

La pellicola narra la storia di Adriana, un medico legale che durante la rappresentazione del parto dei “femminielli” incontra un giovane di nome Andrea. Tra i due scatta subito la passione. Lui decide di accettare l’appuntamento di Adriana perchè è intenzionato a frequentarla. Lui però non si presenta e lei rimane delusa. Quando torna a lavoro scopre che il cadavere del giovane arrivato in obitorio è quello di Andrea, con il quale aveva passato la notte. Il corpo era ridotto malissimo, addirittura sono stati tolti i bulbi oculari. Adriana è sconvolta. Lei è ossessionata dalla figura di questo giovane, lo vede dappertutto, anche nella metropolitana. Alla fine scopre che non è Andrea ma il suo gemello Luca, con il quale inizia un rapporto morboso, violentemente possessivo. Lui diventa geloso di chiunque, anche di Antonio l’uomo che lavora insieme al commissario.  Di colpo Adriana trova morti la fattucchiera Don Assunta,consultata su consiglio dell’amica Catena, e Pasquale, amico della zia Adele. Viene accertato che l’uomo è morto d’infarto, ma lei non ci crede e pensa sia stato avvelenato.  Riuscirà a scoprire la verità sulla morte di Andrea?

In questo film oltre all’erotismo, troviamo anche il tema della scala che troviamo nella scena iniziale.  Psicologicamente secondo Ozpetek  “richiama l’utero, l’occhio e la coscienza”. Alcuni critici invece ci hanno visto un omaggio ai film di Hitchcock e ai gialli anni settanta di Dario Argento come Profondo Rosso. Un altro tema, che è quello centrale dell’intera pellicola, è quello del velo che troviamo in particolar modo durante la rappresentazione del rito della “figliata” dei femminielli, nel quale ci viene mostrato soltanto il momento del parto celando tutto ciò che avviene prima. 

Non sono un grande fan di Giovanna Mezzogiorno ma in questo film mi è piaciuta. Il ruolo che gli è stato dato da Ozpetek in Napoli Velata è azzeccato. Alessandro Borghi da quando ha recitato in The Place di Paolo Genovese e Suburra la serie è diventato uno dei miei attori preferiti. Se siete fan di Alessandro Borghi o Giovanna Mezzogiorno non potete perdervi questo thriller pieno di mistero ed esoterismo. Uscirete soddisfatti dalla sala. Fatemi sapere nei commenti se questa recensione vi è piaciuta. 

Voto:3/5

 

 

Bright la nuova pellicola con Will Smith prodotta da Netflix

 

 Paese   USA
 Lingua    Inglese
 Anno    2017
 Durata    117 min

Bright è la nuova pellicola diretta da David Ayer e prodotta dalla piattaforma streaming Netflix. Oltre a Will Smith nel cast del film ci sono anche Noomi Rapace e Joel Edgerton. Bright è una delle numerose pellicole prodotte da Netflix in questo 2017. Ormai la piattaforma streaming si è specializzata nella produzione di lungometraggi.

Bright narra la storia di Daryl Ward, un poliziotto di colore della polizia di Los Angeles che deve lavorare con Nick Jakoby un orco che fin da bambino voleva entrare in polizia. I due non si sopportano. Mentre sono di pattuglia si imbattono in Tikka un giovane elfo che possiede una bacchetta magica e sta fuggendo da qualcuno. Inizialmente i due poliziotti sono scettici, ma quando capiscono che questa bacchetta magica la stanno cercando anche colleghi corrotti, gang armate fino ai denti,  federali che si occupano di affari collegati alla magia e membri degli Inferni, una setta elfica capeggiata dall’inarrestabile Leilah, decidono di proteggerla anche a costo di sacrificare la loro vita.  Riusciranno Ward e Jakoby a non farla finire nelle mani sbagliate? 

Questa pellicola ha alcuni difetti come ad esempio l’ambientazione. David Ayer che ha curato anche la scenggiatura, ha deciso di ambientare Bright in una Los Angeles del ventunesimo secolo nella quale convivono Orchi, Elfi, Fatine e umani. Un poliziesco un pò fantasy e un pò dark ma confuso.  Il regista ha scelto di dare più peso alle dinamiche della strana coppia di poliziotti formata da un umano di colore e un Orco. Manca l’epicità del genere fantasy che viene utilizzato molto poco rispetto a quanto ci si poteva aspettare. David Ayer in Bright ha deciso di dedicarsi più alle sparatorie e alle risse tipiche dei generi action, poliziesco. Le scene di violenza relative agli schiacciamenti , sgozzamenti e crivellamenti, sono molto realistiche. In questo film, non ci viene spiegato come mai gli orchi e gli umani convivono insieme, chi è questo Signore della Morte che viene soltanto nominato e poi non si capisce che fine hanno fatto la moglie e la figlia di Ward. 

Nonostante le critiche a questa pellicola negli Stati Uniti, il regista David Ayer ha già messo in cantiere un sequel di Bright in uscita sempre su Netflix per la fine del 2018. Essendo una produzione originale ci saremmo aspettati di più dalla piattaforma streaming. Guardando i trailer usciti negli scorsi mesi il film sembrava promettere bene. Comunque la pellicola è stata premiata dagli abbonati Netflix. Nei primi tre giorni di programmazione ha raggiunto quota 11 milioni di spettatori.  Fatemi sapere nei commenti se la pellicola vi è piaciuta o meno e cosa ne pensate di un sequel in arrivo a fine 2018. 

Voto:2,5/5

 

 

 

Assassinio sull’Orient Express la versione 2.0 di Kenneth Branagh

Kenneth Branagh
 Paese    USA
 Lingua    inglese
 Anno    2017
 Durata    122 min

Assassinio sull’Orient Express è la nuova pellicola diretta da Kenneth Branagh e uscita nelle sale italiane il 30 novembre. L’attore britannico oltre ad esserne il regista ne è anche il protagonista, essendosi ritagliato il ruolo dell’investigatore in pensione Hercules Poirot.  Nel cast anche Penelope Cruz, William Defoe, Johnny Deep e Judi Dench. Questo film è tratto dal romanzo Assassinio sull’Orient Express scritto nel 1934 dalla scrittrice britannica Agatha Cristie

All’inizio della pellicola il detective Hercules Poirot si trova a Gerusalemme per risolvere un furto alla Chiesa del Santo Sepolcro. Poi in seguito al caso nella città israeliana, decide di spostarsi a Istanbul e proseguire la sua vacanza. Inaspettatamente però viene richiamato a Londra per seguire un caso. Il suo amico Bouc, ufficiale di bordo sull’Orient Express, gli trova una cabina sul treno. Visto che è tutto pieno dovrà condividerla con Hector MacQueen assistente di Ratchett. Il capo del signor Hector incontra il detective Hercules Poirot nel vagone ristorante chiedendogli di fargli da guardia del corpo durante questi tre giorni di viaggio.  Ratchett gli  dice di aver subito delle minacce. Poirot però declina l’offerta dicendo:”Io i criminali gli arresto, non li proteggo”. Il giorno dopo mentre il treno è costretto a fermarsi in seguito alla neve caduta sui binari, il celebre detective belga, scopre che uno dei passeggeri è stato ucciso. Ovviamente le altre persone che si trovavano sul treno vengono ritenute dei sospettati. Riuscirà Poirot a capire, attraverso le sue brillanti deduzioni, chi è l’assassino?

Kenneth  Branagh,rispetto all’adattamento cinematografico del 1974, ha reso non solo Poirot ma anche i passeggeri del treno più umani. La parte meno interessante della pellicola è stata quella relativa agli interrogatori dei sospettati.  Kenneth Branagh nella doppia veste di regista e attore protagonista è riuscito a fare una grande trasposizione cinematografica del romanzo di Agatha Christie che non ha nulla da invidiare alla  versione del 1974. Nella versione uscita al cinema 43 anni fa il regista Sidney Lumet riunì un grande cast composto da Sean Connery, Antony Perkins il Norman Bates di Psyco, Ingrid Bergman e Lauren Bacall. 

Rispetto al primo film Kenneth Branagh inserisce anche un pò d’azione, con la scena di un inseguimento fuori dal treno mentre alcuni addetti ai lavori stanno cercando di togliere la neve dai binari. Se siete fan di Agatha Christie e avete letto tutti i suoi romanzi allora questa nuova versione cinematografica di Assassinio sull’Orient Express è ciò che fa per voi. Uscirete dalla sala soddisfatti. Se la recensione di questa nuova versione di Assassinio sull’Orient Express è stata di vostro gradimento fatemelo sapere nei commenti. 

Voto:3,5/5

 

 

 

 

 

 

 

Flatliners-Linea mortale

 

 Paese    USA, CANADA
 Lingua   Inglese
 Anno    2017
 Durata    110 min

Flatliners – Linea mortale è il nuovo film del regista Niels Arden Oplev uscito nelle sale italiane il 23 novembre. Nel cast troviamo Ellen Page, nota al grande pubblico per pellicole come Juno, Inception e X-Men Giorni di un futuro passato  e Nina Dobrev, la Elena della serie tv Vampire Diaries. 

I protagonisti di questa pellicola sono cinque studenti di medicina del Thrinity Emanuel Medical Center che iniziano un esperimento molto pericoloso. L’idea è della studentessa Courtney  Hall che riunisce i suoi colleghi nel seminterrato dell’università. A turno ognuno di loro  si stende sul lettino lasciando che gli altri gli fermino il cuore. In questo breve periodo di premorte c’è un risveglio delle funzioni cerebrali. Tutto questo viene documentato tramite un pc. Potrebbe essere una grandissima scoperta scientifica che darebbe ai cinque studenti, nuove prospettive di lavoro. Tutto ciò viene preso dai ragazzi che non si curano degli effetti collaterali che questo periodo di premorte può portare. Siamo sicuri che tutto ciò è stato fatto soltanto in nome della scienza?

Questo è il sequel del film Linea Mortale diretto nel 1990 da Joel Schumacher nel quale c’era anche una giovane Julia Roberts diventata famosa pochi mesi prima con il film Pretty Woman. In Flatliners – Linea Mortale uscito ventisette anni dopo, troviamo anche l’attore Kiefer Sutherland, l’unico che ha partecipato anche alla prima pellicola.  

Negli Usa la pellicola, uscita il 29 settembre, è stata vietata ai minori di 13 anni per la presenza di violenza, terrore, contenuti sessuali, uso di droghe, tematiche e linguaggio non adatto.  Flatliners-Linea mortale abbandona le ambizioni da thriller psicologico che aveva l’originale del 1990. In questo remake c’è anche una componente horror che compare verso metà film e che funziona bene.  Il problema di questa pellicola sono i deboli indizi che portano Courtney a pensare che ci possa essere una vita dopo la morte. il regista Niels Arden Oplev cerca di spiegare l’esperimento  con la semplice curiosità. 

Se siete fan del primo film, quello diretto da Joel Schumacher nel 1990, o siete stati incuriositi  dal trailer allora non potete perdervelo. Negli Usa la pellicola è stata accolta negativamente. Per sapere se la reazione del pubblico italiano sarà la stessa di quello d’oltre oceano bisogna soltanto aspettare.  Se la recensione vi è piaciuta condividetela e fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate del film. 

Voto: 3/5

 

 

 

 

Auguri per la tua morte: non un bel modo per festeggiare il proprio compleanno

Auguri per la tua morte

 Paese    USA
 Lingua    Inglese
 Anno    2017
 Durata    96 min

Auguri per la tua morte è il nuovo horror diretto da Christopher Landon e uscito nelle sale italiane il 9 novembre. Nel cast della pellicola Jessica Rothe, Israel Broussard e  Ruby Modine.  La critica americana ha sintetizzato molto bene l’intento del regista Christoper Landon verso lo spettatore, definendolo un “Ricomincio da Capo che incontra Scream”. Nel film del 1993 con Bill Murray diventato un cult, il protagonista ogni mattina alle 6:00 viene svegliato dalla radio che trasmette sempre lo stesso brano musicale. Questi eventi si ripetono esattamente uguali ogni giorno. Tutto questo lo porta alla depressione e a tentare più volte il suicidio. Per quanto riguarda Scream il capolavoro del regista Wes Craven uscito nel 1996, il riferimento è soltanto al fatto che il killer porta una maschera. Non vengono riproposti i brutali omicidi della pellicola uscita 21 anni fa.

La protagonista è la bionda Three, una studentessa del college molto popolare che una mattina viene svegliata da una telefonata e si ritrova nella stanza di Carter, un ragazzo conosciuto la sera prima ad una festa. La giornata scorre tranquilla, fino a quando non viene uccisa da una persona che indossa una maschera inquietante. Invece di morire si risveglia il mattino dello stesso giorno. Allora capisce che sta rivivendo infinite volte il giorno del suo compleanno. Ma chi è che la vuole morta in un giorno così importante per lei? Come fare ad evitare che tutto questo si ripeti all’infinito? Questi sono i quesiti ai quali Three cercherà di dare una risposta.

Il regista Christopher Landon confeziona un horror che ha alcuni aspetti thriller e altri da commedia romantica. Diciamo non un horror alla “Non Aprite quella Porta” del 2003 remake della pellicola del 1974 e  “Hostel” del 2006, solo per citarne due tra i  più violenti degli anni 2000.  Nella scena finale della pellicola Carter, uno dei protagonisti, cita il film “Ricomincio da capo” con Bill Murray parlando di ciò che le è successo. Un collegamento che il regista di Auguri per la tua morte ha voluto fare tra gli anni ’90 e il nuovo millennio.

Se siete fan del genere horror e siete stati incuriositi dal trailer, allora questo è il film giusto per voi. Potreste uscire dalla sala soddisfatti.

Voto:3/5

 

 

 

Blade Runner 2049: i nuovi replicanti di Denis Villeneuve

Blade Runner

 Paese    USA
 Lingua    inglese
 Anno    2017
 Durata    163 min

Blade Runner 2049 è la nuova pellicola di fantascienza diretta da Denis Villeneuve e uscita nelle sale italiane il 5 ottobre 2017. Nel cast oltre a Ryan Gosling e Jared Leto, ritroviamo, a distanza di 35 anni dal capolavoro di Ridley Scott, anche Harrison Ford.

In questo film l’ambientazione è la Los Angeles del 2049 innevata, ricordando il paesaggio canadese del regista. Dopo più di trent’anni il mondo è ormai fatto soltanto da replicanti. Il protagonista della pellicola, l’ufficiale K, è uno di loro. I suoi ricordi sono degli innesti e quindi non reali. Ormai i replicanti possono fare le stesse cose degli esseri umani non avendo una data di termine. Come nel capolavoro del 1982 diretto da Rydley Scott, anche in questo sequel c’è una indagine. Questa sconvolge il mondo dei replicanti e la polizia vuole far di tutto per far sparire le prove ed evitare guai peggiori. La notizia riguarda la messa al mondo di un essere umano da parte di un replicante. Questa scoperta per quanto tempo potrà rimanere segreta? L’agente K riuscirà a far sparire le tracce di ciò che ha scoperto o si metterà alla ricerca dell’essere umano dato alla luce da un replicante?

Per Blade Runner 2049 era impossibile fare meglio del capolavoro di Ridley Scott del 1982. Il film comunque è fatto bene. Regge bene il confronto. Nonostante non sia più il protagonista, Harrison Ford se l’è cavata bene in questo sequel. Era impensabile che Denis Villeneuve non lo inserisse nel cast del film. Questa nuova versione dei replicanti non mi dispiace. La scelta del cast è azzeccata. Jared Leto è perfetto nel ruolo di Niander Wallace, colui che ha rilevato la Tyrell e ha perfezionato i replicanti. Riesce subito a diventarti antipatico.

Se siete fan del primo film, quello diretto da Ridley Scott, allora Blade Runner 2049 è ciò che fa per voi. Potrete ritrovare le atmosfere e la tecnologia utilizzate dal regista britannico nel 1982, riproposte dopo bene 35 anni. Non raggiunge la perfezione del primo film ma ne consiglio la visione. Uscirete dalla sala soddisfatti.

Voto 4/5

 

 

Barry Seal-Una storia americana

Barry Seal

 Paese    USA
 Lingua    Inglese
 Anno    2017
 Durata    115 min

Barry Seal-Una storia americana è un thriller uscito nelle sale italiane il 14 settembre 2017 e diretto da Doug Liman. Nel cast oltre a Tom Cruise nella parte del protagonista, c’è anche Sarah Wright, conosciuta per aver recitato sempre in commedie come “Surfer Dude”, “La coniglietta di casa”, “Un compleanno da leoni” e “Una notte in giallo”, nel ruolo della moglie e Caleb Landry Jones, conosciuto per aver recitato nell’horror “Scappa-Get Out”, “Contraband”e “X-Men L’inizio”.

Il film, tratto da una storia vera, narra le vicende di Barry Seal un uomo che inizialmente ha lavorato come pilota di aerei per la Trans World Airlines. Poi durante uno scalo viene avvicinato da un ragazzo che gli propone di lavorare per la CIA. All’inizio degli anni ’80, durante un soggiorno in Colombia, Barry Seal viene assoldato da un giovane Pablo Escobar ancora poco conosciuto al di fuori del Sud America. L’ex aviatore inizia così il suo nuovo lavoro, quello di corriere della Cocaina negli USA. Ogni volta che tornava in Colombia, il carico di droga da trasportare aumentava.  Nel 1984 la DEA,che indagava su  Barry Seal sin dal primo viaggio nella nazione sudamericana, fece irruzione all’interno dell’Hangar di sua proprietà nella cittadina di Fort Lauderdale in Florida per arrestarlo. Le accuse erano di riciclaggio di denaro sporco e traffico di pasticche. Riuscirà Barry Seal a sfuggire, non solo alla polizia ma anche ai narcotrafficanti colombiani al servizio di Pablo Escobar?

Ho apprezzato molto la scelta di affidare il personaggio di Barry Seal a Tom Cruise. Già il trailer uscito nei mesi scorsi mi aveva invogliato a vederlo.  Una pagina di storia dell’America degli anni ’80 poco conosciuta porta magistralmente alla luce sul grande schermo dal regista Doug Liman. Se si scelgono gli attori giusti nella parte del protagonista, questi thriller biografici possono aver un gran successo.  I fan del grande Tom Cruise, potranno rivederlo al cinema  nel luglio 2018 quando uscirà il sesto capitolo della saga Mission Impossible.

Se siete amanti dei film biografici, dei film thriller oppure non vi siete persi una pellicola con Tom Cruise allora questo è il film giusto per voi. Non ve ne pentirete. Volerete indietro nell’America degli anni ’80.

Voto:3,5/5

 

 

 

2:22 Il destino è già scritto

 Paese    USA,AUS
 Lingua    Inglese
 Anno    2017
 Durata    98 min

2:22 Il destino è già scritto è il nuovo thriller uscito nelle sale 29 giugno e diretto da Paul Carrie.  Il regista  è alla sua seconda esperienza dietro la macchina da presa dopo la pellicola del 2004  One Perfect Day ambientata in Australia, che ha avuto poco successo.  Nel cast del film troviamo Michieil Huisman, noto al grande pubblico per il film Adaline L’eterna giovinezza  e per aver preso parte alla quarta stagione di Il trono di Spade nel ruolo di Daario Naharis e Teresa Palmer che il pubblico ha avuto modo di apprezzare nell’ultima pellicola di Mel Gibson La Battaglia di Hacksaw Ridge.

2:22 Il destino è già scritto ha come protagonista Dylan un controllore di volo di un’aeroporto newyorkese. Lui svolge il suo ruolo con scioltezza facendo cose che per gli altri risultano inconcepibili. Dylan riesce anche a costruirsi degli schemi dove gli altri suoi colleghi vedono il caos.  Un giorno però perde la sua sicurezza sul lavoro, a causa di una serie di eventi che si ripetono per tutta la mattinata fino alle 2:22 alla Grand Central Station di New York. Alla fine però riesce a salvare 900 persone da morte certa evitando lo scontro tra due aerei.  Una sera a teatro conosce Sarah una ragazza che lavora in una galleria d’arte e che si trovava su uno dei due voli. Tra i due scatta subito il feeling, come se si conoscessero da sempre. Anche la relazione tra Sarah e Dylan sembra rientrare nello schema di eventi che ripetono quotidianamente e che termineranno con una sparatoria proprio alla stazione dei treni.  Il giovane controllore di volo dovrà porre rimedio alla situazione prima che sia troppo tardi.

La pellicola bisogna seguirla dall’inizio alla fine senza perdere nessun passaggio se si vuol capire perchè Dylan sia ossessionato dagli eventi che succedono alle 2:22 alla stazione dei treni di New York. Inizialmente si fa un pò fatica a capire cosa stia succedendo nella mente di Dylan, ma con il prosieguo del film tutto risulta essere più chiaro.  La trama nella prima parte risulta essere un pò confusa.

Se anche a voi piacciono questi thriller basati sulle premonizioni  allora 2:22 il destino è già scritto  è quello che fa per voi.  I più famosi su questo filone cinematografico sono stati Minority Report ambientato nel futuro e la saga Horror Final Destination  conclusasi nel 2011 con il quinto ed ultimo film.

VOTO 3/5

 

 

Scappa-Get Out

scappa-get out

 Paese    USA
 Lingua    Inglese
 Anno    2017
 Durata    103 min

Scappa- Get Out è il nuovo horror psicologico uscito nelle sale il 18 maggio 2017 e diretto da Jordan Peele. Questo è l’esordio dietro la macchina da presa dell’attore-regista afroamericano. Il tema è quello del razzismo visto questa volta nel 2017 e non nel passato come in 12 anni Schiavo o Il Diritto di Contare. Nel cast troviamo Daniel Kaluuya, noto al grande pubblico per aver recitato  nel secondo episodio della prima stagione di Black Mirror e Bradley Whitford conosciuto per aver preso parte a pellicole come Save Mr Banks insieme a Tom Hanks, L’uomo Bicentenario con Robin Williams e all’Horror Quella casa nel bosco.

Rose porta il suo ragazzo Chris  a  conoscere la sua famiglia. Lei non ha comunicato ai genitori che il suo fidanzato è di colore.   Inizialmente sembra essere un tranquillo weekend. Non c’è nulla di strano.  A cena Jeremy racconta un aneddoto divertente sull’adolescenza della sorella Rose.  Poi nel cuore della notte  Chris  si alza e se ne esce in giardino perchè non riesce a prendere sonno. Di colpo vede arrivare di corsa il giardiniere anche lui afroamericano.  La famiglia Armitage che all’inizio sembra ospitale nasconde oscuri segreti. La madre di Rose lavora come psicologa e cura i suoi pazienti tramite ipnosi. Il giorno della rimpatriata l’atmosfera è strana. Chris è l’unico afroamericano e si sente osservato, giudicato anche se la fidanzata Rose cerca di non farglielo pesare. Ad un certo punto trova un ragazzo, anche lui di colore, accompagnato da una signora molto più grande di lui.  Nel bel mezzo di una conversazione inizia a sanguinare dal naso e mentre aggredisce fisicamente Chris pronuncia la parola “Scappa“. Cosa avrà voluto dire? Era un’invito ad abbandonare subito la casa? 

In Scappa-Get Out, film che ho molto apprezzato, il regista mescola vari sottogeneri dell’Horror tra i quali anche lo splatter. In una delle scene finali il volto di Dean il padre di Rose è raccapricciante e agghiacciante. Se anche voi siete amanti degli horror thriller scappate a vederlo al cinema. Non ve ne pentirete.

Voto: 3/5