Le Mans ’66 -La grande sfida : la rivalità Ford -Ferrari secondo James Mangold

 

 

 Paese    USA
 Lingua     Inglese
 Anno    2019
 Durata    152 minuti

Le Mans ’66 -La grande sfida è il nuovo film diretto da James Mangold, regista di pellicole come Quel treno per Yuma, Wolweine L’immortale e Logan – The Wolwerine, e uscito nelle sale italiane il 14 novembre 2019.  Nel cast della pellicola ci sono Matt Damon, Christian Bale, Jon Berntal e Remo Girone, noto per le sue interpretazioni in pellicole come Heaven insieme a Cate Blanchett, Il 7 e l’8 insieme a Ficarra e Picone e Il Gioiellino insieme a Tony Servillo.

Carroll Shelby è un ex pilota che nel 1959 ha vinto la 24 ore di Le Mans. Ritiratosi per una grave malattia, decide di progettare e vendere automobili.  Insieme a lui c’è il suo fidato amico Ken Miles un pilota con un abile talento alla guida, ma dal carattere difficile. Avendo superato da qualche anno i 40  valuta la possibilità di dire addio al mondo delle corse.  La proposta dell’amico Carroll di correre  e portare al successo a Le Mans una Ford, spodestando la Ferrari che da qualche anno dominava nella corsa francese, potrebbe fargli cambiare idea.

Le Mans ’66 – La grande sfida  non è solo un film sulle corse automobilistiche. James Mangold ci racconta anche la vita privata del protagonista Ken Miles, il quale ha una moglie e un figlio Peter suo primo fan. Di questa pellicola ho apprezzato la grande alchimia tra Matt Damon e Christian Bale, sempre impeccabile quando deve mettere a dura prova il suo fisico sul grande schermo. Per lui nessuna sfida è impossibile. Si merita per lo meno una candidatura agli Oscar. Ho apprezzato la sceneggiatura e anche la scelta del cast. Sono rimasto sorpreso quando ho visto Remo Girone interpretare Enzo Ferrari. Alla fine si è rivelata un’ottima scelta.

Consiglio la visione di Le Mans ’66 – La grande sfida anche a chi non è appassionato di corse automobilistiche. Soltanto la presenza di Matt Damon e Christian Bale è garanzia di successo. Uscirete dalla sala soddisfatti.

Voto: 4/5

 

 

Gemini Man: la clonazione secondo Ang Lee

Gemini Man Will Smith
 Paese    USA, CINA
 Lingua     Inglese
 Anno    2019
 Durata    117 minuti

Gemini Man è il nuovo film diretto da Ang Lee,regista vincitore di due Oscar con I segreti di Brokeback Mountain del 2006 e Vita di Pi 2012, e uscito nelle sale italiane il 10 ottobre 2019. Nel cast oltre a Will Smith c’è anche  Clive Owen.

Henry Brogan è uno dei migliori sicari in circolazione della DIA. Dopo l’ultimo incarico inizia ad avere dei dubbi sul suo lavoro di killer per il governo americano. Tornato nello stato della Georgia decide di andare in pensione. Poi però tramite un amico fa una scoperta sconvolgente. La persona che ha dovuto uccidere per conto della DIA  non è un terrorista ma un biologo.  Per evitare casini lo fanno seguire. Ormai casa sua non è più un posto sicuro. Qualcuno all’interno della DIA lo ha tradito.  Addirittura hanno chiamato qualcuno che gli assomiglia ed ha trent’anni di meno per ucciderlo. Riuscirà Henry Brogan a salvarsi da se stesso?

Gemini Man, il nuovo action -thriller diretto da Ang Lee, affronta l’interessante tema della clonazione. Ho apprezzato la trama  e la scelta del cast. Will Smith in grande forma. Se la cava molto bene nel doppio ruolo. Molto belle le scene action, adrenaliniche. Riescono ad intrattenere molto bene lo spettatore per le due ore di durata del film.  Comunque non è stato facile per Ang Lee realizzare Gemini Man. C’è voluto molto tempo prima che la pellicola vedesse finalmente la luce. Diciamo che questo è un film nel quale Ang Lee ha deciso di sperimentare, senza preoccuparsi del fallimento. Molto significativa la frase pronunciata dal Will Smith più giovane :“conosceva ogni mia mossa prima che la facessi, chi è lui?”. 

Consiglio di andare a vedere questo film se siete amanti del genere action, del regista Ang Lee e fan di Will Smith. Se avete la possibilità di andare in un cinema che ha delle sale 3D andateci, apprezzerete meglio le scene action e la pellicola nel suo complesso.

Voto:3,5/5

 

 

 

 

 

Nell’erba alta il film Netflix tratto dal romanzo di Stephen King e Joe Hill

Nell'erba alta
 Paese    USA
 Lingua     Inglese
 Anno    2019
 Durata    100 minuti

Nell’erba alta è il nuovo film diretto da Vincenzo Natali e uscito il 4 ottobre 2019 sulla piattaforma Netflix. Nel cast troviamo Patrick Wilson, attore diventato famoso per le sue interpretazioni in pellicole come La terrazza sul lago, L’uomo sul treno – The Commuter  e Aquaman.

Nell’erba alta, narra la storia di due ragazzi  Becky e Cal, fratello e sorella, che si trovano in viaggio verso la California. Ad un certo punto lei, che è anche incinta, ha bisogno di fermarsi. Quando apre la portiera della macchina sente una voce in lontananza provenire dall’interno di un campo. Il grido era quello  di Tobin, un bambino in cerca di aiuto perchè si è perso.  Becky e Cal decidono di attraversare l’erba alta del campo e andare a salvarlo sperando ci sia una via d’uscita. Ora è più importante salvare il bambino o pensare all’adozione della figlia che porta in grembo?   Al di là del campo si trova una chiesa abbandonata nel cui parcheggio si trovano alcune auto. I due fratelli riusciranno a trovare il bambino e ritornare alla macchina?

Nell’erba alta è tratto dal libro omonimo scritto da Stephen King e suo figlio Joe Hill, pseudonimo di Joseph Hillstrom King, nel 2013. Il film presenta alcuni difetti come l’evolversi della trama e una mancanza di sviluppo introspettivo dei personaggi.  Posso dire che questo è stato il peggior adattamento cinematografico da un libro di Stephen King. Dal trailer che circolava in rete qualche settimana fa, Nell’erba alta sembrava un film interessante. L’elemento religioso  viene mal gestito. Alcuni aspetti all’interno della pellicola vengono dati per scontati, senza nessuna spiegazione. Comunque è sempre complicato fare un adattamento cinematografico tratto dai libri di Stephen King, anche se in questo caso la pellicola è visibile sulla piattaforma streaming Netflix.  Sono pochi i film che hanno avuto veramente successo, la maggior parte sono stati dei flop.

Da grande fan di Stephen King e del genere horror mi aspettavo di più da questa pellicola distribuita sulla piattaforma streaming Netflix. Comunque se vi trovate in una strada isolata vicino ad un campo e sentite la voce di un bambino, meglio che non vi fermate e proseguite per la vostra strada.

Voto:2,5/5

 

 

Joker: la follia di un uomo dimenticato dalla società

 Paese    USA
 Lingua     Inglese
 Anno    2019
 Durata    123 minuti

Joker è il nuovo film diretto da Todd Philips e uscito nelle sale italiane il 3 ottobre 2019. Nel cast oltre a Joaquin Phoenix troviamo anche Robert  De Niro e Zazie Beetz, attrice che recentemente  abbiamo visto nei panni di Domino in Deadpool 2.

Joker è ambientato in una  Gotham dei primi anni ’80 in preda al degrado. Arthur Fleck è un uomo depresso, con un raro disturbo che gli provoca improvvisi e incontrollati attacchi di risate, che vive con l’anziana madre Penny. Per mantenersi lavora come clown in mezzo alla strada, ma il suo sogno è quello di fare il comico e un giorno poter partecipare come ospite allo show di Murray Franklin il suo idolo. Gli unici amici che Arthur ha sono i colleghi di lavoro.  La sua squallida vita viene risollevata dall’incontro con Sophie la vicina di casa.  Con lei si trova bene, sembra come se avesse trovato anche un pò di serenità interiore.  Poi però attraverso una  delle numerose lettere  che la madre inviava a Thomas Wayne, suo vecchio datore di lavoro negli anni ’50, fa una scoperta che lo cambia definitivamente.

Joker è una origin stories autoriale nella quale il regista Todd Philips caratterizza molto bene il personaggio. Quello che si può evincere da questa pellicola è che non si tratta del solito cinecomics. Gli applausi che hanno tributato a Joker durante la proiezione al Festival del Cinema di Venezia sono più che meritati.  Portare al cinema una origin stories su uno dei villain più iconici del mondo di Batman era un azzardo, ma Todd Philips ha vinto contro lo scetticismo di molti. Joaquin Phoenix era perfetto nella parte del folle personaggio e a mio avviso merita una candidatura agli Oscar.  Il regista durante la lavorazione al film ha dichiarato:“Adoro la complessità del Joker e ho pensato che sarebbe valsa la pena esplorare le sue origini nel cinema, dal momento che nessuno lo ha fatto e canonicamente non ha un inizio formale. Quindi, Scott Silver e io abbiamo scritto una versione di un personaggio complesso e complicato, e di come potrebbe evolversi e poi devolvere. Questo è ciò che mi ha interessato: non una storia del Joker, ma la storia del diventare Joker“.  Parlando del suo personaggio, Joaquin Phoenix durante le riprese ha dichiarato:”Ci sono stati momenti in cui ho provato compassione per lui, avendo compreso le sue mortivazioni, ma nel momento successivo ho rigettato le decisioni che prendeva. Interpretare questo personaggio è stata una sfida per me come attore. Sapevo che avrebbe sfidato anche  il pubblico  e le idee precostituite  che si hanno sul Joker, perchè nel suo mondo immaginario, così come nel nostro mondo reale, non ci sono risposte facili”.  La risata del personaggio interpretato da Joaquin Phoenix è davvero inquietante.  La tensione si percepisce dall’inizio alla fine, non sai mai cosa può accadere. Todd Philips ci mostra un Joker diverso rispetto a quelli di Tim Burton e Christopher Nolan, dove la follia sfocia nella violenza pura.  Il film nelle sale italiane è stato vietato ai minori di 14 anni.

Spero veramente che questa sia la strada intrapresa da DC Comics e Warner Bros, portando ad un rilancio della casa editrice di fumetti sul grande schermo. Se anche voi siete amanti del Joker oppure fan di Joaquin Phoenix allora non potete perdervi questo film. Uscirete dalla sala soddisfatti.

Voto:5/5

 

 

 

 

 

 

 

C’era una volta a Hollywood: il mondo del cinema secondo Tarantino

 Paese   USA, Regno Unito, Cina
 Lingua     Inglese
 Anno    2019
 Durata    161 minuti

C’era una volta a Hollywood è il nono e penultimo film diretto da Quentin Tarantino e uscito nelle sale italiane il 18 settembre 2019. Nel cast troviamo Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie e Al Pacino.

Siamo nella Los Angeles del 1969. I protagonisti sono Rick Dalton, attore di serie tv western e gangester movie in decadenza, e la sua controfigura Cliff Boot. I due sono inseparabili.  Rick Dalton ha avuto la sua popolarità con la serie western Bounty Law nei primi anni ’60 e spera di poter fare il salto dal piccolo al grande schermo. Il mondo del cinema sta cambiando e sembra che a Hollywood non abbiano più bisogno di lui. Intanto come nuovi vicini arrivano Sharon Tate e suo marito Roman Polanski. Il sogno di Rick Dalton è quello di poter recitare in un film del regista polacco. Riuscirà a fare il grande salto dando una svolta alla sua carriera? Cosa ne sarà di Cliff Boot che per 10 anni è stato la sua controfigura, amico e anche autista personale?

Per questo suo nono film Tarantino ha voluto raccontare la Los Angeles del 1969 nella quale convivevano anche le comunità hippy, movimento nato  negli Usa agli inizia degli anni sessanta. In  questa pellicola il regista ci racconta due storie diverse quella di Rick Dalton, un attore di serie tv western  in declino e quella di Sharon Tate, attrice e moglie del regista Roman Polansky, con una carriera in ascesa.  Tarantino ci mostra il passaggio del cinema verso la New Hollywood e quindi i riferimenti a Sergio Corbucci e tutti i B-Movie western che venivano girati in Italia alla fine degli anni sessanta. Con l’ingresso in scena della “Manson Family” nella parte finale è il cinema di “Serie B” a salvare quello di “Serie A”.  In C’era una volta a Hollywood  Di Caprio e Brad Pitt sono stati strepitosi. Li ho apprezzati anche come coppia. Diciamo che Tarantino ha realizzato il sogno di qualsiasi regista. Di Caprio aveva lavorato con il regista statunitense già in Django Unchained e Brad Pitt in Bastardi senza gloria. Quindi hanno accettato subito.  Mi è piaciuta anche Margot Robbie nonostante la sua Sharon Tate abbia poche battute. In questa pellicola è importante per ciò che rappresenta. Come succede molte volte al cinema la finzione supera la realtà.

Se siete fan del grande Quentin Tarantino non potete perdervi questa pellicola. Già soltanto la presenza di Leonardo Di Caprio e Brad Pitt nel cast di C’era una volta a Hollywood è garanzia di successo.

Voto:4/5

 

 

Higwaymen-L’ultima imboscata: la morte di Bonny e Clyde secondo John Lee Hancock

 Paese     USA
 Lingua     Inglese
 Anno      2019
 Durata    132 min

Higwaymen – L’ultima imboscata è il nuovo film diretto da John Lee Hancock e uscito sulla piattaforma streaming Netflix il 29 marzo. Nel cast ci sono Kevin Costner e Woody Harrelson.

La pellicola racconta la vera storia di Bonny e Clyde due gangester che terrorizzarono l’America degli anni 30. Dopo la loro evasione dalla prigione di Eastham iniziarono a rapinare banche e a uccidere anche agenti della polizia.  La governatrice del Texas Ma Ferguson si convince a richiamare in servizio i Texas Rangers Frank Hamer e il suo ex partner Maney Gault. Loro sono gli unici che possono mettere fine alla scia di sangue che stanno seminando la coppia di gangester. Frank non è più quello di una volta, infatti la sua mira sembra essere peggiorata. Nonostante questo vuole a tutti i costi trovarli e mettere fine ai loro omicidi. Sulle tracce di Bonny e Clyde però c’è anche l’FBI che mette in campo le nuove tecnologie nel campo delle intercettazioni. La governatrice Ferguson spera di non doversi pentire di aver richiamato Hamer e Gault in servizio.

In Higwaymen – L’ultima imboscata John Lee Hancock racconta la storia dal punto di vista dei Texas Ranger che li hanno catturati e uccisi. Un diverso punto di vista rispetto a Gangester Story, la pellicola del 1967 diretta da Arthur Penn che racconta la storia della coppia di gangester. Per il ruolo di Clyde Barrow venne scelto Warren Beatty e per quello di Bonnie Parker l’attrice Faye Dunaway.

Ho apprezzato la sceneggiatura,  la scelta del cast e anche il punto di vista del regista John Lee Hancock. Una scelta coraggiosa quella di incentrare Higwayman – L’ultima imboscata sui due Texas Rangers che hanno messo fine alla carriera criminale di Bonny e Clyde.  Se anche voi siete amanti dei gangester movie oppure fan di Kevin Costner e Woody Harrelson allora questo è il film che fa per voi. Purtroppo non lo trovate al cinema ma solo su Netflix.

Voto:3,5/5

 

 

 

 

 

 

The Vanishing: il mistero irrisolto delle isole Flannan

 Paese     Regno Unito
 Lingua     Inglese
 Anno      2018
 Durata     101 minuti

The Vanishing il mistero del faro è l’opera prima del regista danese Kristoffer Nyholm uscita il 28 febbraio 2019. Nel cast ci sono Gerard Butler, che tutti ricordano per film come 300, Attacco al potere, Attacco al potere 2 e La tana dei lupi, e Peter Mullan diventato  famoso grazie a pellicole come BraveheartCuore impavidoHarry Potter e i doni della morte parte 1  e War Horse.

La pellicola narra la storia di tre guardiani che devono sorvegliare per un periodo di sei settimane un faro che si trova su un arcipelago delle isole Flannan a largo della Scozia. Il più anziano dei tre si chiama Thomas e fa questo mestiere da ben 25 anni, James è sposato e ha due figli mentre Donald il più giovane non ha nessuno ad aspettarlo sulla terraferma. Si trovano lì per ragioni diverse, ma con uno scopo in comune. Le giornate scorrono tranquilli fino all’arrivo di un naufrago all’apparenza morto che portava con se un baule. Nessuno sa la provenienza e il contenuto. Inizialmente erano un pò scettici ma poi alla fine si convincono ad aprile il baule. Cosa ci sarà nascosto dentro? Cosa ci faranno con il contenuto del baule? Riusciranno a custodirlo e mantenere saldo il loro legame?

The Vanishing il mistero del faro è tratto da una storia vera, quella della scomparsa nel nulla dei tre guardiani di un faro che si trova nell’arcipelago delle isole Flannan. In questo lungometraggio il registra ci mostra la solitudine dei protagonisti.  La tensione per un film di questo tipo è quella giusta.  Di The Vanishing il mistero del faro ho apprezzato la sceneggiatura che si discosta un poco dal fatto di cronaca e la scelta del cast. Grande interpretazione di Gerard Butler che in questo film troviamo in una veste nuova, meno combattivo del solito.

Se siete fan di Gerard Butler o appassionati di film che hanno al centro del loro racconto  un faro in mezzo al mare  allora questo è quello giusto per voi. Uscirete dalla sala soddisfatti, non ve ne pentirete della scelta.

Voto 3,5/5

 

 

Il Corriere – The Mule: il cartello della droga secondo Clint Eastwood

 Paese      USA
 Lingua      Inglese
 Anno      2018
 Durata     116  min

Il Corriere – The Mule è il nuovo film diretto e interpretato da Clint Eastwood. La pellicola è uscita nelle sale italiane il 7 febbraio 2019.  Nel cast c’è anche Bradley Cooper che ha già lavorato con Eastwood in American Sniper film del 2015 e Andy Garcia nei panni di un narcotrafficante messicano.

In Il Corriere – The Mule il protagonista è Earl Stone un quasi novantenne veterano della seconda guerra mondiale che lavorava come floricoltore. Nel suo campo era uno dei migliori.  La sua specialità era la coltura di un fiore che dura un giorno. Un grande impegno, che lo ha portato però a sacrificare la famiglia. Non un grande esempio di padre. Proprio per questo la moglie e la figlia non vogliono più avere rapporti con lui. Con il suo lavoro era sempre in giro per Convention. A bordo del suo Pick-up aveva attraversato 41 stati su 50 senza mai prendere una contravvenzione. Le sue abilità alla guida attirano l’attenzione di un ragazzo conosciuto ad una festa organizzata dalla nipote che gli propone un lavoro molto redditizio come autista.

Clint Eastwood ritorna al cinema davanti alla macchina da presa a 11 anni di distanza da Gran Torino. Proprio a questo film cerca di ispirarsi l’attore ottantottenne. Le similitudini con il film del 2008 riguardano i personaggi. Sia Erl Stone che Walter Kowalski sono veterani di guerra. Entrambi hanno anche un difficile rapporto con la loro famiglia. In Gran Torino continua fino alla fine mentre in Il Corriere The Mule c’è un riavvicinamento con la ex moglie e la figlia.  Molti  colleghi famosi come Jack Nicholson e Sean Connery hanno smesso già da un bel pò di tempo. Eastwood sembra invece non dare molto peso al tempo che passa e andare dritto per la sua strada.  Di questa pellicola ho apprezzato la sceneggiatura, la scelta del cast e anche il coraggio di Clint Eastwood nel voler portare sul grande schermo la storia di questo corriere della droga anziano.

Il film Il Corriere – The Mule si basa su una storia vera, quella di Leo Sharp un floricoltore di 87 anni che con l’avvento di internet non volle adattarsi. Di anno in anno, i guadagni calarono. Alla fine Leo Sharp accettò il lavoro da autista che un suo dipendente messicano gli aveva procurato. Inizialmente  doveva spostare solo soldi da un posto ad un altro. Poi quando conquistò la fiducia del cartello di Sinaloa iniziò a trasportare cocaina. Nell’ambiente era soprannominato “tata” nonno. Leo Sharp venne scelto non solo per l’età ma anche per la sua affidabilità. Sembrava insospettabile. 

Voto:4/5

 

 

 

Glass: per Night Shyamalan i cattivi fanno squadra

 

 Paese      USA
 Lingua     Inglese, Spagnolo
 Anno     2019
 Durata     128 minuti

Glass è il nuovo film diretto da Night Shyamalan e uscito il 17 gennaio 2019 nelle sale italiane. Nel cast oltre a Bruce Willis, James McAvoy e Samuel L.Jackson c’è anche Anya-Taylor- Joy la ragazza che in Split venne rapita insieme alle sue amiche.

Il  vigilante David Dunn è sulle tracce di Kevin Wendell Crumb, ragazzo dotato di un disturbo dissociativo dell’identità e nel quale convivono diverse personalità, soprannominato “l’Orda” che ha rapito quattro cheerleadres. Una volta liberate inizia  a combattere contro la “Bestia” una delle personalità di Kevin.  Poi però i due contendenti vengono catturati dalle autorità locali e rinchiusi in un ospedale psichiatrico. All’interno della struttura si trova anche Elijah Price, nemico di David, noto anche come Mr Glass e Ellie Stapple, la dottoressa che ha preso in esame i casi dei tre pazienti. Riuscirà a convincere Price, Dunn e Crumb che non sono dei supereroi?

Nonostante Glass non sia stato uno dei migliori film diretti da Night Shyamalan mi sento di consigliarvelo. Di questo lungometraggio ho apprezzato la trama, con la scelta di introdurre la psicoanalizzazione  di questi presunti supereroi e anche la scelta di introdurre personaggi secondari come Joseph Dunn, figlio di David, Casey Cooke l’unica sopravvissuta al rapimento da parte di Kevin e la madre di Elijah Price.  Il regista di Glass Night Shyamalan ha deciso di richiamare per il ruolo di Joseph lo stesso attore che aveva interpretato il bambino di Bruce Willis in Unbreakable- Il predestinato del 2000.  Quello che mi è piaciuto di meno è stato il finale. Lo immaginavo diverso. Comunque Night Shyamalan  ha voluto far capire che non c’è spazio per un altro sequel con protagonisti Elijah, David e Kevin.

Nella pellicola troviamo anche un piccolo cameo da parte del regista.  Comunque già dalla scena finale di Split si capiva che ci sarebbe stato un sequel.  La maggior parte dei critici hanno detto che nella pellicola c’era poca azione rispetto alle attese e che la parte centrale era un pò noiosa. Se siete fan di Night Shyamalan, Bruce Willis o di Samuel L. Jackson  non potete perdervelo.

Voto:3/5

 

 

Creed 2: una morte sul ring che aspetta la sua vendetta

 Paese      USA
 Lingua     Inglese
 Anno      2018
 Durata    130  min

Creed 2 è l’ultimo capitolo della saga di Rocky diretto da Steven Caple Jr. Nel cast oltre a Stallone e Michael B.Jordan c’è anche Dolph Lundgren che torna nel ruolo che lo ha reso celebre e cioè quello di Ivan Drago.

Adonis Creed sta vivendo un momento davvero magico. E’ appena diventato campione dei pesi massimi e sta per chiedere alla sua ragazza Bianca  di sposarlo.  Quando tutto sta per andare nel verso giusto il passato torna per sfidarlo.  Viktor, figlio di Ivan Drago che trentacinque anni fa sul ring ha messo fine alla vita di suo padre Apollo, ha deciso di battersi con Adonis per la cintura dei pesi massimi. Il giovane pugile vorrebbe vendicare il padre e mettersi finalmente alle spalle questa vicenda. Ovviamente chiede a Rocky di allenarlo e di essere al suo angolo durante il match, ma lui non sembra dare molte chance ad Adonis. Tutti quanti cercano di dissuaderlo dicendogli che Viktor è più grosso e più forte ma lui va per la sua strada e non rinuncia alla sfida. Rocky  sarà a bordo ring a sostenerlo?

Michael B. Jordan a proposito del suo personaggio in una recente intervista ha dichiarato:”Penso che Adonis si senta un perdente da quando è diventato un campione. Non penso si sia mai sentito un campione. Non è mai stato sicuro di vincere  ed è una sensazione interessante da interpretare. E’ come se dovesse sempre dimostrare qualcosa Dal nulla arriva questa esplosione del passato che costringe Adonis a percorrere una strada buia  a riflettere davvero e a capire perchè combatte e se ha realmente le carte in regola per essere un grande pugile”. La saga di Rocky, nonostante siano passati quarant’anni dal primo film, mantiene  il suo fascino. Creed 2 non è solo un film sulla boxe ma anche sui rapporti familiari. Rocky anche in questo sequel per Adonis è come un padre. In questo capitolo troviamo delle analogie con il quarto capitolo della saga soprattutto nella parte finale.

Comunque anche in Creed 2 troviamo uno dei tratti distintivi di tutta la saga, la voglia di non lasciarsi abbattere dalle difficoltà e rialzarsi sempre più forti di prima.  Quello che posso dire è che questo ottavo capitolo è la degna conclusione di una saga che va ben oltre la boxe.  Stallone ha ribadito che questa è stata l’ultima apparizione di Rocky nella saga. Ora non sappiamo se questo sarà l’ultimo film visto che Michael B. Jordan ha dichiarato di volerne fare altri di sequel.  Dovremmo aspettare i prossimi mesi per capire se nei programmi della Metro Goldwin Mayer c’è la possibilità di un Creed 3 o se sulla saga calerà definitivamente il sipario.

Voto:4/5