Sulla mia pelle: la vicenda Cucchi secondo Alessio Cremonini

 Paese      ITALIA
 Lingua     Italiano
 Anno    2018
 Durata    100  min

Sulla mia pelle è il nuovo film diretto da Alessio Cremonini e uscito sia su Netflix che al cinema il 12 settembre 2018. Nel cast, oltre ad Alessandro Borghi nei panni del protagonista, c’erano Max Tortora che interpretava il padre e Jasmine Trinca la sorella Ilaria. Sulla mia pelle è stato presentato in anteprima il 29 agosto nella sezione “Orizzonti” della settantacinquesima Mostra internazionale d’arte drammatica di Venezia, come film d’apertura. Alla fine della proiezione ci sono stati addirittura sette minuti di applausi  da parte degli spettatori presenti in sala.

Alessio Cremonini ci da un suo giudizio imparziale sulla vicenda riguardante Stefano Cucchi. Ci viene mostrato il trentunenne romano per come realmente era, un ragazzo con problemi riguardanti la droga e l’epilessia. Qualche giorno prima del suo arresto Stefano era uscito dalla comunità nella quale era andato per disintossicarsi. Quando il giudice decide che Stefano deve rimanere in carcere, il padre capisce che potrebbe non rivederlo più.  La burocrazia impedisce alla famiglia di vederlo da vivo.  L’ultimo ricordo che avranno di Stefano e all’interno di un obitorio pieno di lividi, prima che venga effettuata l’autopsia.

Alessio Cremonini ha avuto il coraggio di realizzare in Italia un film su una vicenda molto complessa. Dopo ben 9 anni non si conoscono ancora le cause della morte di Stefano Cucchi. Guardando le immagini mostrate dai vari telegiornali nei giorni successivi alla morte del ragazzo, sembra chiaro che quei lividi sono la conseguenza del pestaggio da parte dei carabinieri  che lo avevano arrestato. Per i giudici che nel processo del 31 ottobre 2014 avevano assolto tutti gli imputati compresi i medici, invece no. In questi anni le cause del decesso sono state: abuso di droga, pregresse condizioni fisiche, rifiuto del ricovero all’Ospedale Fatebenefratelli, l’anoressia, mancata assistenza medica a seguito di un’ipoglicemia e di traumi diffusi.

Nel 2015 su richiesta dei familiari, viene riaperto il fascicolo d’indagine sul caso da parte della Procura della Repubblica di Roma. Grazie alla testimonianza di un carabiniere che ha assistito al pestaggio, nel febbraio del 2017 tre carabinieri vengono sospesi dal servizio, mentre nel luglio dello stesso anno cinque vengono rinviati a giudizio. Speriamo che attorno a questa vicenda si riesca finalmente a fare chiarezza. La famiglia di Stefano ha il dovere di sapere cosa realmente lo ha  portato al decesso.

Voto:3,5/5

 

 

 

Stronger: la vera storia di Jeff Bauman l’eroe del nuovo millennio

 Paese      USA
 Lingua      Inglese
 Anno    2017
 Durata    116 min

Stronger è il nuovo film diretto da David Gordon Green e uscito nelle sale italiane il 4 luglio 2018. La pellicola uscì nelle sale americane il 22 settembre 2017 e venne presentata in anteprima alla dodicesima edizione della Festa del cinema di Roma. Nel cast del film troviamo l’attore americano Jake Gyllenhaal nei panni del protagonista.

La pellicola narra la storia di Jeff Bauman, un ragazzo  colpito dall’esplosione avvenuta durante la maratona di Boston del 2013. Nel film lo si vede posizionarsi  nei pressi del traguardo con un cartellone scritto da lui e indirizzato verso Erin, la ragazza che stava cercando di riconquistare. Rispetto ad altre persone lui è più fortunato. Riuscì a sopravvivere, ma dovette  passare il resto della sua vita su una sedia a rotelle per via dell’amputazione di entrambe le gambe. Dal giorno del suo rientro a casa Jeff diventò  l’eroe di questa enorme tragedia che sconvolse non solo la città di Boston ma l’America intera il 15 aprile di 5 anni fa.

In Stronger David Gordon Green ci mostra fin da subito l’ex ragazza di Jeff senza farci capire come siano arrivati alla fine del loro rapporto.  Secondo me andava introdotta più avanti nel film, o perlomeno andava trattato meglio il suo personaggio. Questo è l’unico appunto che mi sento di fare sulla sceneggiatura. Grande interpretazione di Jake Gyllenhall. L’attore americano andava inserito tra i candidati come Miglior attore protagonista agli Oscar di quest’anno.  La sua unica candidatura fu nel 2006 come Miglior attore non protagonista per la pellicola I segreti di Brokeback Mountain.  Guardando i 9 film che l’ Accademy ha deciso di candidare quest’anno sembra proprio che per Stronger non poteva esserci spazio.   Potremmo vedere Jake Gyllenhall nuovamente al cinema con il film Wildelife presentato in anteprima il 10 maggio a Cannes ma del quale non si sa ancora la data di uscita nei cinema e con il cinecomics Spiderman Homecoming 2 nel ruolo del villain in uscita il 4 luglio 2019.

Se siete fan di Jake Gyllenhall non potete perdervi questo struggente dramma sentimentale sulla storia di Jeff Bauman, l’eroe del nuovo millennio.  Uscirete dalla sala soddisfatti.

Voto:3/5

 

 

A Beautiful Day un mix letale di violenza e vendetta

 Paese     USA
 Lingua      Inglese
 Anno    2017
 Durata    95  min

A Beautiful Day è un thriller diretto da Lynne Ramsay. La pellicola è uscita il 1 maggio nelle sale italiane. Nel cast c’è anche l’attore l’attore americano Joaquin Phoenix che si è fatto conoscere attraverso  film come Il Gladiatore, I Padroni della notte, Vizio di Forma e Irrational Man.

Il protagonista è Joe un uomo che abita insieme alla madre anziana. Lui è un veterano di guerra affetto da un disturbo post-traumatico  che attualmente lavora come mercenario per chi vuole liberarsi di uomini pericolosi.  Il suo ultimo incarico riguarda il salvataggio di Nina la figlia di un politico locale finita in un giro di prostituzione minorile. Con il solo martello come arma, unito alla brutale violenza dei suoi pugni, Joe dovrà liberare la ragazzina e riportarla da suo padre. In lui improvvisamente affiora un istinto paterno e un desiderio di proteggerla che vanno ben oltre il lavoro per il quale è stato profumatamente pagato. Joe però non ha fatto i conti con i trafficanti del sesso ai quali è stata sottratta Nina.

In A Beautiful Day, vincitore al Festival di Cannes del 2017 di due premi quello per il miglior attore andato a Joaquin Phoenix e quello per la miglior sceneggiatura, la trama è semplice e il passato di Joe ci viene spiegato  attraverso dei flashback.  Forse alla giuria del festival francese è piaciuto il modo di raccontare la storia della regista Lynne Ramsey e la grande interpretazione di Joaquin Phoenix. La frase:”Se lei è lì la troverò”, fa capire che Joe, quando accetta un incarico lo porta a termine. Lui non fallisce mai. Joaquin Phoenix si dimostra camaleontico, riuscendo ad interpretare personaggi sempre diversi. La definizione di Taxi Driver del ventunesimo secolo coniata dai critici presenti all’anteprima di Cannes, calza a pennello.  Due sono i punti in comune tra il personaggio di Joe interpretato da Joaquin Phoenix e quello di Travis interpretato da De Niro nel capolavoro del 1976. Il primo è che sono entrambi ex veterani di guerra con dei  disturbi, il secondo invece quello di voler proteggere due ragazzine che si trovano immischiate nel giro della prostituzione.

Questo non è un film adatto a tutti, anche se da parte della regista non viene mostrata tutta la brutalità dei colpi inferti dal protagonista. Non sono un grande fan di Joaquin Phoenix, ma in questo film ho apprezzato la sua interpretazione.  In questo 2018 abbiamo visto l’attore americano già nelle sale italiane con il film religioso Maria Maddalena uscito il 15 marzo. Prossimamente lo vedremo anche nei panni del Joker nello spin-off  delle pellicole su Batman. Consiglio la visione di questo thriller/noir anche a chi non è fan di Joaquin Phoenix.

Voto:3,5/5

 

A casa tutti bene per Gabriele Muccino

A casa tutti bene

 Paese      Italia
 Lingua      italiano
 Anno      2018
 Durata      105 min

A casa tutti bene è il nuovo film di Gabriele Muccino uscito il 14 febbraio 2018. Nel cast il meglio del cinema italiano a partire da Stefano Accorsi e proseguendo con Pierfrancesco Favino, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino, Sabrina Impacciatore, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Carolina Crescentini, Gianmarco Tognazzi, Giulia Michielini, Sandra Milo, Giampaolo Morelli,Elena Cucci, Ivano Marescotti, Tea Falco Gianfelice Imparato. 

La pellicola è ambientata in un’isola del Sud Italia. Qui Pietro e Alba  festeggiano cinquant’anni di matrimonio decidendo di riunire l’intera famiglia. Oltre ai figli Carlo, Sara e Paolo arrivano anche coniugi, figli, cugine, zie. All’apparenza sembra andare tutto bene, il cugino Riccardo inizia a suonare una canzone al pianoforte e tutti quanti entrano in casa iniziando a cantarla. Un temporale improvviso e il mare grosso, impediscono ai traghetti di partire scombussolando i piani dei familiari che erano accorsi sull’isola per la celebrazione.  Sembra che la partenza sia stata rimandata al mattino successivo e quindi dovranno prolungare il loro soggiorno su un’isola che non vuole lasciarli andar via. 

Il titolo del film A casa tutti bene è ironico. Gabriele Muccino confeziona una commedia amara, nella quale riaffiorano tutti i problemi, le ansie e le paure delle coppie presenti nella pellicola. Nel film ci sono diverse generazioni a confronto: quella dei sedicenni che sembrano spensierati, quella dei quarantenni immersi nei problemi di coppia e quella dei settantenni che riescono a mettersi tutti i problemi alle spalle e vivere in serenità.  

Non sono un grande amante dei film di Gabriele Muccino, ma devo dire che in questa pellicola il regista è riuscito a gestire molto bene tutti questi attori. Grandissime interpretazioni da parte di Stefano Accorsi e Pierfrancesco Favino due attori che avevano lavorato con il regista italiano anche in L’ultimo Bacio del 2000 e Baciami ancora del 2010.  Nel primo weekend il pubblico italiano ha premiato Gabriele Muccino e il suo A casa tutti bene facendogli raggiungere incassi record.  Ne consiglio la visione. Uscirete dalla sala cinematografica soddisfatti. Scrivetemi nei commenti cosa ne pensate di questo settimo film italiano di Gabriele Muccino. 

Voto:3,5/5

 

 

 

 

 

 

Il Filo nascosto di Paul Thomas Anderson

 Paese      Usa
 Lingua      Inglese
 Anno      2017
 Durata     130  min

Il Filo nascosto è l’ottavo film diretto da  Paul Thomas Anderson, regista noto al grande pubblico per Magnolia del 2000, Il petroliere del 2007, The Master 2012 e Vizio di forma 2014.  La pellicola che ha ricevuto 6 nomination agli Oscar 2018  uscirà nelle sale italiane il 22 febbraio.  Nel cast Daniel Day-Lewis nominato come miglior attore protagonista e Lesley Manville nominata miglior attrice non protagonista. 

La pellicola è ambientata nella Londra degli anni 50 e narra la storia di Reynolds Woodcock un celebre stilista. Con i suoi abiti ha visto celebrità del mondo del cinema, ricche ereditiere, signore dell’alta società, la famiglia reale.  Reynolds dirige la sua maison insieme alla sorella Cyrill. Un giorno mentre si sta recando nella casa di campagna dove ha passato la sua infanzia, si ferma al bar di un hotel. Il suo sguardo viene subito rapito dai modi gentili della cameriera che gli serve la colazione. Dopo  una breve esitazione la ragazza accetta l’invito a cena del celebre stilista. Inizialmente tutto sembra andare per il verso giusto. Non ci sono intoppi nella loro relazione. Avrà trovato finalmente la persona giusta o andrà incontro ad una nuova delusione sentimentale? 

La pellicola non mi ha soddisfatto al 100%. Mi aspettavo di più da una pellicola candidata a sei premi Oscar tra cui anche quello come miglior film. Nulla da dire sull’interpretazione di Daniel Day-Lewis, giusta la sua nomination come miglior attore protagonista. Comunque mi dispiace per lui ma l’Oscar nella categoria miglior attore protagonista andrà a Gary Oldman per l’interpretazione di Churchill nel film l’Ora più buia. Io avrei inserito  nella categoria miglior film al posto di Il Filo Nascosto, Tutti i soldi del mondo.  La durata giusta della pellicola secondo me era 1 h e 30 min al max 1 h e 40. Trovo giusta anche la nomination come miglior attrice non protagonista a Lesley Manville che interpreta Cyrill la sorella dello stilista Reynolds Woodcock.  

Voto:2,5/5

 

 

The Post: la libertà di stampa nell’America degli anni ’70

 Paese     Usa
 Lingua      Inglese
 Anno      2017
 Durata     115 min

The Post è il nuovo film diretto da Steven Spielberg,vincitore degli Oscar come Miglior regista nel 1994 per Schindler’s List e nel 1999 per Salvate il soldato Ryan. Nel cast della pellicola anche Meryl Streep, candidata all’Oscar come Miglior Attrice per la ventesima volta, e Tom Hanks.  Per il sessantunenne attore americano è la seconda volta che lavora con Steven Spielberg. La prima fu nel film di guerra Salvate il soldato Rayan uscito ben 19 anni fa. Meryl Streep in passato aveva lavorato con grandi registi del calibro di Sydney Pollack, Woody Allen, Wes Craven, ma mai con Steven Spielberg

La pellicola è ambientata nel 1971, in piena guerra del Vietnam. Inizialmente vengono mostrate alcune immagini della guerra che stava combattendo l’esercito americano. Un economista e uomo del Pentagono Daniel Ellsberg, convinto che la guerra che gli Stati Uniti stanno combattendo in Vietnam sia una catastrofe, decide di divulgare una parte dei documenti di un rapporto segreto. Il primo giornale a pubblicarli fu il New York Times, al quale fu impedito di proseguire attraverso un’ingiunzione della corte suprema. Il Washington Post reperì i documenti, i Pentagon Papers, e proseguì il lavoro iniziato dal giornale newyorkese, grazie al coraggio dell’editore Katharine Graham. Riusciranno l’editore del Washington Post e il direttore Ben Bradlee ad evitare il carcere e far trionfare la libertà di stampa? 

Questo è il film più politico di Spielberg. The Post non è una pellicola soltanto incentrata sul mondo del giornalismo ma è basata anche su intrighi politici. Le candidature come Miglior film e Miglior attrice a Meryl Streep, sono ampiamente meritate. Nella parte finale ci viene mostrata la scena di apertura di un film uscito sempre negli anni ’70.  Chi lo ha visto in anteprima a Milano insieme al cast e al regista sicuramente avrà capito a quale pellicola si riferisce.  Se siete fan di Spielberg, Meryl Streep e Tom Hanks, non potete perdervelo. Sono curioso di capire nei commenti cosa ve ne pare di questa recensione. 

Voto:4/5

 

 

Chiamami col tuo nome

                Paese         Italia, Francia, Usa
         Lingua         Inglese
 Anno         2017
 Durata         132 min

Chiamami col tuo nome è il nuovo film del regista italiano Luca Guadagnino uscito nelle sale italiane il 25 gennaio 2018. La pellicola ha avuto quattro nomination agli Oscar tra cui quella come Miglior Film. Chiamami col tuo nome è stato inserito nella categoria più importante perchè la produzione  e il cast sono americani.  Chissà se vincerà qualche premio, ma il solo fatto che abbia avuto quattro candidature è un orgoglio per l’Italia. Questo dovrebbe farci riflettere sul perchè un regista come Luca  Guadagnino nel nostro paese non goda di grande considerazione.

La pellicola è ambientata nel 1983 a Crema anzi, “da qualche parte nel nord italia” . Il protagonista è il diciassettenne americano Elio che si trova a passare l’estate nella villa di famiglia del XVII. Il padre è un professore universitario, specializzato nella cultura greco-romana. Ogni anno decide di ospitare uno studente straniero impegnato nella scrittura della tesi di dottorato. Elio è nel pieno dell’adolescenza e quindi alla ricerca di una sua identità sessuale.  Inizialmente Oliver, lo studente ospitato dalla sua famiglia, attraverso piccoli gesti cerca di far capire al ragazzo che ha un’attrazione nei suoi confronti. Elio è timido e non riesce ad esprimere i suoi sentimenti. Si frequenta con Marzia, la storia va avanti per qualche giorno fino a quando non capisce che quella con Oliver è più di un’amicizia. Elio riuscirà a lasciarsi andare e mostrare i suoi veri sentimenti verso lo studente ventiquattrenne ospitato in casa sua dai genitori?

Un film che ho apprezzato, anche se non sono un grande fan delle pellicole di genere sentimentale. La nomination come miglior film è più che meritata per Guadagnino. Certo difficilmente riuscirà a vincere la statuetta più importante, speriamo almeno in un premio nelle altre tre categorie. Per Guadagnino già vedere il suo film in lista insieme a pellicole come L’Ora più Buia, Dunkirk, La Forma dell’Acqua e Tre Manifesti ad Ebbing Missouri, per citare quelle più importanti, è un successo.

Fatemi sapere nei commenti se la recensione è stata di vostro gradimento e lo andrete a vedere al cinema. Speriamo Guadagnino possa lavorare con grandi star del cinema come successo a Tornatore con Geoffrey Rush in La migliore Offerta, Paolo Sorrentino con Sean Penn In This Must Be The Place e Jude Law nella serie tv The Young Pope, Gabriele Muccino con Will Smith in La Ricerca della Felicità e Sette Anime e con  Russell Crowe in Padri e Figlie.

Voto: 3,5/5

 

 

 

 

 

 

L’ora più buia che ribaltò la storia dell’Europa

L'ora più buia

 Paese      Regno Unito
 Lingua      Inglese
 Anno      2017
     Durata     114 min

L’ora più buia è il nuovo film diretto da Joe Wright e in uscita il 18 gennaio 2018. Il regista inglese, si è fatto conoscere al pubblico attraverso film come  Orgoglio e Pregiudizio, Espiazione, Hanna e  Anna Karenina. Nel cast Gary Oldman, noto al grande pubblico per film come Il cavaliere oscuro, Il cavaliere oscuro – Il ritorno, La talpa e Child 44 -Il bambino n.44 e già premiato come miglior attore in un film drammatico ai Golden Globes 2018, nel ruolo di Winston Churchill.

Il film è ambientato nella Londra del 1940 dove Winston Churchill, diventato primo ministro, deve affrontare una delle sue prove più dure: decidere se firmare un trattato di pace con la Germania nazista o continuare la guerra per difendere gli ideali e la libertà del Regno Unito. Inizialmente non solo aveva contro i membri del suo partito che spingevano per una fine delle ostilità, ma anche del Re che non guardava di buon occhio le azioni intraprese da Churchill. I membri del suo partito volevano addirittura sollevarlo dalla carica di Primo Ministro.

Joe Wright con l’Ora più buia racconta una pagina di storia non solo britannica ma anche europea. In questa pellicola il regista britannico racconta l’inizio di una guerra che doveva essere “lampo” ma che invece durò 6 anni e il periodo preso in considerazione fu maggio-giugno 1940. In questi mesi l’esercito britannico combatteva i nazisti sulle spiagge della città francese di Dunkerque. Questa battaglia è stata magistralmente raccontata da un’altro regista britannico Christopher Nolan. Nella trasposizione cinematografica del 1972 dal titolo Gli anni dell’avventura, il regista Richard Attenborough raccontò la battaglia in India del 1897 contro le forze ribelli, di un giovane Wiston Churchill.

Un film che non potete perdervi. Trovate un cinema che nei prossimi giorni lo proietta e andate a vederlo. Non ve ne pentirete. La sola presenza di Gary Oldman è garanzia di successo. Spero venga premiato con l’Oscar per il miglior attore protagonista, se lo merita. Se la recensione vi è piaciuta scrivetelo nei commenti.

voto:3,5/5

 

 

The Shape of Water il film che ha conquistato la giuria alla Mostra del cinema di Venezia

The Shape of Water

 

 Paese      Usa
 Lingua      Inglese
 Anno      2017
   Durata     119 min

The Shape of Water è il nuovo film diretto da Guillermo del Toro che esce nelle sale italiane il 15 febbraio 2018. La pellicola ha vinto il Leone d’oro come miglior film alla settantaquattresima Mostra del cinema di Venezia  e i premi per la miglior regia e la miglior Colonna Sonora ai Golden Globes  che si sono svolti la settimana scorsa. Nella rassegna che precede gli Oscar il film aveva ricevuto soltanto due candidature. Nel cast di The Shape of Water anche Michael Shannon, noto al grande pubblico per film come Pearl Harbour, Bad Boys II, Animali Notturni e Batman Vs Superman: Dawn of Justice. 

The Shape of Water è ambientato nell’America degli anni ’60 in piena Guerra Fredda. La protagonista è Elisa una donna delle pulizie muta che rimane affascinata dall’incontro con una creatura metà uomo e metà pesce catturata in Sud America e trasportata in uno stabilimento scientifico di Baltimora per poterla analizzare. Nella struttura lavora anche un dottore che però è d’accordo i servizi segreti russi. Dalla sua analisi si scopre che questa creatura riesce a comunicare con le persone. Quando Elisa capisce che uno dei suoi superiori, il dispotico Strickland, ha ricevuto l’ordine di  di uccidere la “risorsa”, nome dato al mostro marino, fa di tutto per portarla via. La donna riuscirà a portarla in salvo prima che qualcuno se ne accorga? 

Guillermo del Toro con The Shape of Water torna al fantasy. In questa pellicola il regista messicano ha voluto inserire oltre al dramma anche l’aspetto sentimentale  con la storia d’amore tra la creatura marina e la donna che l’ha salvata. Vedremo se agli Oscar che si svolgeranno il 4 marzo Guillermo del Toro riuscirà a conquistare qualche premio.  Fatemi sapere nei commenti se la recensione di questa pellicola vi è piaciuta e se andrete a vederlo al cinema. 

Voto:3/5

 

 

Tutti i soldi del Mondo

Tutti i soldi del mondo

                Paese     USA,GBR
 Lingua      Inglese Italiano
 Anno      2017
 Durata      132 min

Tutti i soldi del mondo è il nuovo film diretto da Ridley Scott uscito il 4 gennaio 2018.  Nel cast Christopher Plummer, Michele Williams e Mark Wahlberg.  La pellicola ha fatto parlare di se anche per la vicenda legata alle accuse di molestie rivolte a Kevin Spacey, l’attore che in origine doveva interpretare il miliardario Paul Getty. Tutto questo ha costretto Ridley Scott ha girare nuovamente tutte le scene, a poche settimane dall’uscita negli Usa.

Il film è ambientato per la maggior parte a Roma, città nella quale si trovava Paul Getty III un ragazzo di 16 anni nipote del miliardario Paul Getty che nel 1973 venne rapito. I rapitori lo portarono in Calabria rinchiudendolo in una vecchia prigione. Tutti pensavano che la vicenda si sarebbe conclusa nel giro di qualche giorno, con il pagamento del riscatto. Il miliardario Paul Getty all’inizio non era disposto a pagare, pronunciando la frase:”Non pagherò, non ho denaro da buttare”. Per Gail Herris, madre e nuora di Getty, inizia una dura battaglia per riportare il figlio a casa sano e salvo. Ad aiutarla ci sarà Fletcher Chace, ex agente della Cia abile nelle contrattazioni, che è stato ingaggiato da Paul Getty.

Con Tutti i soldi del mondo, Ridley Scott torna ad essere il regista che tutti conosciamo, quello di capolavori entrati nella storia del cinema come Blade Runner del 1982 e il primo Alien non considerati dalla giuria degli Oscar, Il Gladiatore del 2000 e American Gangester del 2008, solo per citarne alcuni. Christopher Plummer merita di vincere l’Oscar come miglior attore non protagonista. La sua interpretazione del miliardario Paul Getty è stata magistrale. Sarà più difficile per Tutti i soldi del mondo vincere l’Oscar come miglior film visto che in lizza ci sono The Post di Steven Spielberg, Dunkirk di Christopher Nolan, The Shape of Water di Guillermo Del Toro e Tre manifesti ad Ebbing Missouri.

Se siete fan di Ridley Scott non potete perdervi questo film. Trovate un cinema e andate a vederlo, non ve ne pentirete. In questa pellicola ho rivalutato come attrice anche Michelle Williams, un’attrice che non mi è particolarmente simpatica. Per la verità l’avevo apprezzata anche in Manchester By The Sea dove recita al fianco di Casey Affleck. Fatemi sapere nei commenti se la recensione è stata di vostro gradimento, se avete visto la pellicola e se avete apprezzato la scelta di Plummer al posto di Kevin Spacey.

Voto: 4/5