C’era una volta a Hollywood: il mondo del cinema secondo Tarantino

 Paese   USA, Regno Unito, Cina
 Lingua     Inglese
 Anno    2019
 Durata    161 minuti

C’era una volta a Hollywood è il nono e penultimo film diretto da Quentin Tarantino e uscito nelle sale italiane il 18 settembre 2019. Nel cast troviamo Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie e Al Pacino.

Siamo nella Los Angeles del 1969. I protagonisti sono Rick Dalton, attore di serie tv western e gangester movie in decadenza, e la sua controfigura Cliff Boot. I due sono inseparabili.  Rick Dalton ha avuto la sua popolarità con la serie western Bounty Law nei primi anni ’60 e spera di poter fare il salto dal piccolo al grande schermo. Il mondo del cinema sta cambiando e sembra che a Hollywood non abbiano più bisogno di lui. Intanto come nuovi vicini arrivano Sharon Tate e suo marito Roman Polanski. Il sogno di Rick Dalton è quello di poter recitare in un film del regista polacco. Riuscirà a fare il grande salto dando una svolta alla sua carriera? Cosa ne sarà di Cliff Boot che per 10 anni è stato la sua controfigura, amico e anche autista personale?

Per questo suo nono film Tarantino ha voluto raccontare la Los Angeles del 1969 nella quale convivevano anche le comunità hippy, movimento nato  negli Usa agli inizia degli anni sessanta. In  questa pellicola il regista ci racconta due storie diverse quella di Rick Dalton, un attore di serie tv western  in declino e quella di Sharon Tate, attrice e moglie del regista Roman Polansky, con una carriera in ascesa.  Tarantino ci mostra il passaggio del cinema verso la New Hollywood e quindi i riferimenti a Sergio Corbucci e tutti i B-Movie western che venivano girati in Italia alla fine degli anni sessanta. Con l’ingresso in scena della “Manson Family” nella parte finale è il cinema di “Serie B” a salvare quello di “Serie A”.  In C’era una volta a Hollywood  Di Caprio e Brad Pitt sono stati strepitosi. Li ho apprezzati anche come coppia. Diciamo che Tarantino ha realizzato il sogno di qualsiasi regista. Di Caprio aveva lavorato con il regista statunitense già in Django Unchained e Brad Pitt in Bastardi senza gloria. Quindi hanno accettato subito.  Mi è piaciuta anche Margot Robbie nonostante la sua Sharon Tate abbia poche battute. In questa pellicola è importante per ciò che rappresenta. Come succede molte volte al cinema la finzione supera la realtà.

Se siete fan del grande Quentin Tarantino non potete perdervi questa pellicola. Già soltanto la presenza di Leonardo Di Caprio e Brad Pitt nel cast di C’era una volta a Hollywood è garanzia di successo.

Voto:4/5

 

 

IT – Capitolo due: i Perdenti sono tornati

It - Capitolo Due
 Paese     USA
 Lingua      Inglese
 Anno     2019
 Durata   169 minuti

IT – Capitolo due è il nuovo film diretto da Andy Muschietti e uscito nelle sale italiane il 5 settembre 2019.  A impreziosire il cast di questo film ci sono James McAvoy, che ultimamente abbiamo visto in film come Glass e X-Men Dark Phoenix, e Jessica Chastain, nota per le sue interpretazioni in Interstellar, Sopravvissuto -The Martian e Molly’s Game. Bil Skarsgard torna nuovamente nei panni del clown Pennywise.

Penniwyse il clown ballerino, conosciuto come IT, dopo 27 anni torna a colpire. Per Bill, Beverly, Ben, Eddie, Stanley e Richie arriva una chiamata che li fa ripiombare nell’incubo. Mike, l’unico che non ha dimenticato l’orrore di quello che è successo 27 anni prima,  li rivuole tutti a Derry perchè devono agire in fretta. Il Club dei Perdenti è di nuovo operativo. Non possono sottrarsi a un patto che avevano fatto quando erano soltanto adolescenti. Tra le persone ricoverate nel manicomio di Derry, mostratoci nella parte iniziale, troviamo anche Henry Bowers accusato di aver ucciso i suoi genitori. Dall’interno della struttura non potrà terrorizzare più nessuno.

Nonostante la durata sia di quasi tre ore, il film non annoia. In questo secondo capitolo Andy Muschietti spinge ancora di più sulla parte horror rispetto al primo capitolo.  Il cast ha lavorato benissimo, non c’è stato un attore che ha prevalso sugli altri. Bill Skarsgard  è perfetto nei panni del clown Pennywise. Alcune battute da horror commedy potevano risparmiarsele però nel complesso è un film che funziona.  In questo secondo capitolo c’è anche un cameo a sorpresa. Non me lo sarei mai aspettato.  A differenza del libro cambia il periodo di ambientazione. Nel romanzo di Stephen King la prima parte è ambientata negli anni ’50 e la seconda negli anni ’80.  Qualche giorno fa il regista Andy Muschietti ha dichiarato di voler fare fare un’edizione completata di IT – Capitolo due di oltre sei ore unendo la prima e la seconda parte e aggiungendo alcune scene tagliate in fase di montaggio. Potrebbe uscirne fuori una cosa interessante.

IT – Capitolo due è un film che mi sento di consigliare non solo a chi è amante del genere horror ma anche a chi è grande fan di Stephen King e ha apprezzato il libro uscito nel 1986.

 

Voto:3,5/5

 

 

Men in Black International: una nuova coppia di agenti in arrivo dal MCU

 

 Paese     USA
 Lingua      Inglese
 Anno      2019
 Durata     115 min

Men in Black International è il reboot della saga diretto da F.Gary Gray e uscito nelle sale italiane il 25 luglio. Nel cast ci sono Chris Hemsworth, Tessa Thompson, attrice diventata famosa per le sue interpretazioni in Creed nato per combattere, Creed 2, Thor Ragnarok e Avengers Infinity War, Liam Neeson e Emma Thompson.

Men in Black International ci mostra due nuovi agenti: il veterano agente H e la recluta agente M. I due si incontrano nella divisione dei Men in Black di Londra. La missione vedrà i due agenti collaborare muovendosi tra Parigi e Marrakech. H, uno dei migliori dell’agenzia, ha sconfitto gli Hive una razza aliena che minacciava la terra e quindi l’agente T, attuale direttore, lo tiene molto in considerazione. Per riscattarsi dagli ultimi casini combinati in giro per il mondo, H dovrà salvare ancora una volta il mondo. Il nemico risulta più ostico del previsto. Riusciranno gli agenti H e M a mantenere la pace tra Alieni e terrestri?

L’elemento di novità di questo reboot della saga di MIB è l’ingresso di una donna nella divisione come agente. Questa scelta poteva essere gestita un pò meglio. Il regista pensava di riportare la saga ai fasti del primo film uscito nel 1997. Guardando al cast, la cosa più riuscita di tutto il film, si poteva fare di più. La sceneggiatura risulta debole. Viene dato troppo spazio alla recluta M, riducendo il veterano agente H  a una persona stolta, con poco cervello e molti muscoli che prende le cose un pò troppo alla leggera.  Diciamo che lo stile del personaggio di Chris Hemsworth è quello visto in Thor Ragnarok. Mi sarei aspettato una piccola apparizione di Will Smith nel film come successo con Harrison Ford in Blade Runner 2049. In Men in Black International si da più spazio alla parte commedy che a quella action.

Sono rimasto deluso da Men in Black International. Le premesse potevano essere buone. Dopo la visione della pellicola in sala per me potevano fermarsi al terzo capitolo. Comunque ad Hollywood in questi ultimi anni si cerca di cavalcare le mode e una di queste è quella dei reboot cinematografici di saghe famose. Adesso non sappiamo se di questo reboot ci saranno dei sequel visto che al momento la pellicola ha guadagnato 235 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di 110 milioni. Fatevi neuralizzare se volte dimenticare in fretta questo film.

Voto: 2,5/5

 

 

Spiderman Far From Home: le avventure dell’Uomo Ragno si spostano in Europa

 Paese      USA
 Lingua      Inglese
 Anno      2019
 Durata      129  minuti

Spiderman Far From Home  è il nuovo film sull’Uomo Ragno diretto da Jon Watt e uscito nei cinema italiani il 10 luglio 2019.  Questo è il sequel di Spiderman Homecoming uscito  nel 2017. Nel cast troviamo oltre a Tom Holland nei panni dell’Uomo Ragno, anche Jake Gyllenhaal  nei panni di Mysterio, Samuel L.Jackson, Jon Favreau, Cobie Smulders, diventata famosa grazie all’interpretazione del personaggio di Robin Scherbatsky nella sitcom  How I meet your mother, e  Zendaya nei panni di Michelle Jones.

Dopo quello che è successo in Avengers Endgame Peter Parker torna ad essere un amichevole Spiderman di quartiere. La vita scorre tranquilla all’interno del liceo.  L’adolescente del Queens non vede l’ora di partire per la gita in Europa e insieme al suo amico Ned cerca di escogitare un piano per rimanere da solo con MJ. L’obiettivo di Peter è fare di tutto affinché la ragazza si innamori di lui. Sembra andare tutto per il meglio quando improvvisamente Nick Fury si materializza nella sua stanza d’albergo a Venezia. La sua visita non preannuncia nulla di buono. Purtroppo Peter non potrà godersi il viaggio in Europa in tranquillità. Dovrà vestire i panni di Spiderman e salvare il mondo da una nuova minaccia. Nel frattempo si unisce all’Uomo Ragno anche Mysterio un nuovo supereroe che dice di provenire da un’altra Terra.

Spiderman Far From Home ci mostra un Peter Parker che si prende finalmente le sue responsabilità. Ormai è un Avengers a tutti gli effetti. Tony lo ha fatto entrare nella squadra perchè credeva in lui. Di questo cinecomics ho apprezzato la scelta del cast e la sceneggiatura.  Il personaggio di Mysterio sembra sia stato cucito addosso a Jake Gyllenhaal.  Mi è piaciuto come hanno deciso di introdurlo in Spiderman Far From Home.  Il film consiglio di andarlo a vedere al cinema. I fan di Spiderman  e dei cinecomics Marvel non ne rimarranno delusi. Al termine della pellicola non perdetevi le due scene post credits che potrebbero rivelare dettagli interessanti su un terzo film con Tom Holland come protagonista.

Voto:3,5/5

 

 

 

 

Toy Story 4: in arrivo un nuovo amico per Bonnie

 Paese      USA
 Lingua      Inglese
 Anno      2019
 Durata     100 minuti

Il 26 giugno 2019 nei cinema italiani è uscito il quarto capitolo di Toy Story 4  diretto da Josh Cooley.  La saga d’animazione targata Disney/ Pixar è iniziata nel 1995 con l’uscita del primo film dal titolo Toy Story – il mondo dei giocattoli.

In questo quarto capitolo sono cambiate un pò di cose. Andy è andato al college e i giocattoli sono andati ad un altro bambino. In questo caso si tratta di una bambina di nome Bonnie. Lei è preoccupata perchè inizierà ad andare all’asilo. Bonnie è molto legata ai suoi giocatoli non se ne separa mai. I genitori  però le dicono che non può portarli con se visto che è il giorno dell’orientamento. Woody insieme ai suoi compagni come Buz, Stinky, Rex, Jessie, Mr Potato e Bo Pep, dovranno tirare su di morale Bonnie facendola tornare ad essere una bambina sorridente e spensierata. L’arrivo di un nuovo compagni di giochi potrebbe destabilizzare il gruppo. Come la prenderà lo sceriffo Woody che sembra essere messo un pò in disparte da Bonnie?

Purtroppo nella versione italiana di Toy Story 4 è un pò strano non sentire più Woody con la voce di Fabrizio Frizzi scomparso un anno fa. Il suo posto per il doppiaggio del giocattolo più famoso della saga Disney/Pixar è stato  presto da Angelo Maggi. Una delle new entry nella versione italiana del film d’animazione è Luca Laurenti. Nella versione americana invece si è aggiunto al doppiaggio di uno dei nuovi giocattoli di questo quarto film  l’attore canadese Keanu Reeves.  Per me i migliori rimangono i primi due usciti nel 1995 e nel 1999. Comunque questo quarto film è scritto bene, ci sono anche alcuni momenti dove si ride. Mi è piaciuto come è stato trattato il personaggio di Woody e il rapporto che ha con gli altri giocattoli. Non è necessario aver visto i primi 3 film per guardare questo quarto capitolo. Una pellicola che consiglio di andare a vedere a chi come me è cresciuto con Woody doppiato da Fabrizio Frizzi, ma anche a chi ha dei bambini piccoli. Un film d’animazione adatto a tutta la famiglia.

Voto:3,5/5

 

 

La bambola assassina: il ritorno di Chucky in versione 2.0

 Paese      USA
 Lingua      inglese
 Anno      2019
 Durata      91 minuti

La bambola assassina è il nuovo horror diretto da Larsk Klevberg e uscito nei cinema italiani  il 19 giugno 2019.  Questo è un reboot di una saga che ha preso il via al cinema  nel 1988. Finora  sono stati realizzati ben 7 film.

In questa pellicola troviamo Andy, il protagonista, e sua madre che si sono trasferiti da poco in una nuova città.  Il ragazzo non è contento e la madre cerca di spronarlo ad uscire e fare nuove amicizie. Si trova a passare i pomeriggi da solo.  Nel frattempo la madre ha un nuovo fidanzato. Andy però lo odia  e pensa che prima o poi li abbandonerà lasciandoli nuovamente soli. Poi però una bambola regalatagli dalla madre porta un pò di gioia nella vita di Andy. Lui comincia ad affezionarsi al pupazzo, insegnandoli molti comandi nuovi. I due sono praticamente inseparabili. Per Chucky però  il concetto di amicizia è un po diverso da quello di Andy. Potrebbero farne le spese anche persone a lui care.

La bambola assassina è il reboot della saga  iniziata 30 anni fa con il primo film.  Sicuramente da parte dei fans non se ne sentiva la necessità. Sembra però che nel mondo del cinema, soprattutto quello horror, realizzare reboot sia diventata la moda del momento. In la bambola assassina c’è anche l’introduzione della tecnologia, a differenza dei precedenti film della saga nei quali Chucky era posseduto da alcuni demoni. Possiamo dire un horror al passo coi tempi, visto che i bambini convivono con la tecnologia fin da piccolissimi.  Gli sceneggiatori di questo reboot hanno voluto evitare il già visto e dare una ventata di freschezza alla saga. Lo splatter che ha contraddistinto le uccisioni da parte di Chucky nei precedenti 7 film è rimasto.

Posso dire che questo è stato un reboot ben riuscito. Consiglio di andarlo a vedere, soprattutto agli amanti del genere horror in particolare lo splatter. Uscirete dalla sala soddisfatti.  Comunque state attenti quando regalate una bambola a vostro figlio o vostra figlia potrebbe riservarvi spiacevoli sorprese.

voto:3,5/5

 

 

X-Men Dark Phoenix: cala il sipario sulla saga dei mutanti targata Fox

 Paese      USA
 Lingua      Inglese
 Anno     2019
 Durata     113 minuti

X-Men Dark Phoenix diretto da Simon Kindberg e uscito nelle sale italiane il 6 giugno 2019, è il dodicesimo film della saga sui mutanti targata Fox. Nel cast oltre a James McAvoy, Jennifer Lawrence e Michael Fassbender troviamo la new-entry Sophie Turner, conosciuta al grande pubblico per il ruolo di Sansa Stark nella serie Il Trono di Spade, nel ruolo di Jean Grey.

Questo capitolo finale della saga Fox si concentra proprio sul personaggio di Jean Grey. I primi minuti della pellicola sono ambientati negli anni ’70 quando la mutante è solo una bambina e non ha ancora ben compreso cosa le sta succedendo e come controllare il suo potere. Una volta cresciuta si unisce alla squadra degli X-Men per alcune missioni un pò rischiose. Insieme a lei ci sono i veterani Raven, Tempesta, Scott, Quicksilver, Hank  e Kurt.  Grazie al professore Charles Xavier Jean è stata accolta nella sua nuova famiglia. Le cose stanno per cambiare e la mutante si troverà a fare scelte difficili mettendosi contro anche gli stessi compagni di squadra. Riusciranno il professore Xavier, Raven, Hank, Quicksilver, Kurt, Tempesta, ma soprattutto Scott, il ragazzo del quale si è innamorata, a farla ragionare e riportarla sulla retta via?

X-Men Dark Phoenix è il capitolo conclusivo di una saga iniziata ben 19 anni fa. a differenza di X-Men Apocalisse questo film è ambientato negli anni ’90.  Da alcuni mesi anche i mutanti della Fox sono passati nelle mani della Marvel che deve solo decidere quando introdurli ufficialmente nel Marvel Cinematic Universe.  Secondo le ultime notizie circolate in rete, dovrebbe esserci un reboot di tutti gli X-Men tranne Deadpool. Per la gioia dei fans, il mercenario chiacchierone sarà ancora interpretato da Ryan Reynolds. Al momento secondo alcune voci, non dovrebbero esserci in programma nell’immediato, film sugli X-Men nel Marvel Cinematic Universe.

Questa è stata una degna conclusione della saga. Le mie aspettative per X-men Dark Phoenix sono state ben ripagate. Non sono uscito dalla sala deluso. Ho apprezzato la trama e la sceneggiatura. Se siete fan di James McAvoy, Jennifer Lawrence o Michael Fassbender o siete solo curiosi di vedere come si comporterà l’attrice Sophie Turner nel suo primo cinecomics, allora è il film giusto per voi.

Voto:3,5/5

 

 

Il Traditore: il ritorno di Marco Bellocchio sul grande schermo

 Paese     Italia
 Lingua     Italiana
 Anno      2019
 Durata     148 min

Il Traditore è il nuovo film diretto da Marco Bellocchio, regista di pellicole come I pugni in tasca, Salto nel vuoto, Diavolo in corpo, e uscito nelle sale italiane il 23 maggio 2019. Nel cast di questo film troviamo Pierfrancesco Favino nei panni del protagonista Tommaso Buscetta e Luigi Lo Cascio nei panni di Totuccio Contorno altro esponente della mafia siciliana.

Il film si apre con la festa di Santa Rosalia del 1980 alla quale partecipa tutta la mafia siciliana di allora. Sono tutti riuniti a casa di Tommaso Buscetta. Le famiglie mafiose per una sera sembra abbiano deposto le armi. Il mafioso siciliano non ha mai voluto comandare, ma essere uno spirito libero.  A Buscetta piacciono le belle donne e la bella vita. Decide di lasciare Palermo e trasferirsi in Brasile con la sua nuova moglie per ricominciare con una nuova vita. Vuole lasciarsi il suo passato alle spalle. In Sicilia però i Corleonesi capeggiati da Totò Riina vogliono prendere il potere e fare fuori la vecchia mafia. A farne le spese sono i figli di Tommaso Buscetta avuti dalla prima moglie e il fratello.  Avrebbe dovuto portarli con se in Brasile, invece ha pensato solo a se stesso. Doveva proteggerli.

Marco Bellocchio con il film Il Traditore ha voluto raccontare la storia di Tommaso Buscetta il primo pentito di Mafia, anche se lui non si considerava tale. Secondo lui erano altri che avevano tradito gli ideali di Cosa Nostra. Il film è stato presentato  in anteprima al Festival di Cannes ricevendo 13 minuti di applausi al termine della proiezione in sala. Peccato non abbiano dato il premio come Migliore Attore a Pierfrancesco Favino. Lo avrebbe meritato. Il fatto che venga proiettato anche nelle sale americane, fa ben sperare in una candidatura del film per gli Oscar. Ho apprezzato la scelta del cast e anche il periodo storico nel quale ambientare Il Traditore.  Un film che consiglio di andare a vedere al cinema se siete amanti dei film di Marco Bellocchio o fan di Pierfrancesco Favino.

voto:3,5/5

 

 

Aladin: il live action Disney di Guy Ritchie non tradisce le attese

 Paese      USA
 Lingua     Inglese
 Anno     2019
 Durata      128 minuti

Aladin è il nuovo live action targato Disney diretto da Guy Ritchie, regista di pellicole come Snatch – Lo strappo, Sherlock Holmes e King Artur-il potere della spada e uscito nelle sale italiane il 22 maggio 2019. Nel cast troviamo Will Smith nei panni del genio.

Il protagonista del film è Aladin un ladro che vive ad Agrabah  e che passa la giornata a rubare insieme alla sua scimmia Abu. Nel frattempo la figlia del Sultano, la principessa Jasmine è costretta a ricevere principi provenienti dalle città più vicine, pronti a prenderla in sposa.  Il giovane ragazzo, un giorno incontra una splendida ragazza che dice di essere un ancella della principessa. Solo dopo qualche giorno viene a conoscenza che invece era la principessa Jasmine, arrivata in città sotto mentite spoglie per non farsi riconoscere. Lui però non essendo principe non potrà mai prenderla in sposa. Intanto il gran visir del Sultano Jafar è stanco di essere il suo consigliere e vuole a tutti i costi prendere il comando della città. Per farlo deve entrare in possesso di una lampada in grado di esaudire desideri.

Da amante dei classici d’animazione Disney posso dire che questo live action di Aladin è ben fatto. Ho apprezzato molto la scelta del cast, soprattutto quella di Will Smith nella parte del Genio della lampada. Nella versione italiana di questa pellicola ritroviamo al doppiaggio Gigi Proietti che questa volta, rispetto al film d’animazione del 1992, dà voce al Sultano.  Ho apprezzato anche il fatto di voler mantenere le canzoni del film d’animazione del 1992 e inserirne solo qualcuna nuova.  Non avendo visto gli altri live action Disney non posso dire se questo sia il migliore. Comunque non ha deluso le mie aspettative.

Un film che consiglio di andare a vedere. Adatto a tutta la famiglia e anche a chi è amante del musical anche al cinema. Uscirete dalla sala soddisfatti. Comunque se trovate una lampada e sfregandola esce un genio blu scegliete con cura i vostri desideri e ricordatevi che ne avete a disposizione soltanto 3.

voto:3,5/5

 

 

Pet Sematary: a volte è meglio essere morti

 Paese      USA
 Lingua      Inglese
 Anno      2019
 Durata     101 minuti

Pet Sematary è il nuovo film horror diretto da Kevin Kolsch e uscito nelle sale italiane il 9 maggio 2019.  Nel cast della pellicola troviamo John Lithgow, attore noto per film come Complesso di colpa del 1975 e Blow Out del 1981 diretti entrambi da Brian De Palma.

La pellicola narra le vicende della famiglia Creed che da Boston si trasferisce in una piccola cittadina nello stato del Maine. Il protagonista è Louise  un dottore che insieme alla moglie Rachel e i due figli Ellie e Gage lasciano la città del Massachusetts. Con questa nuova vita spera di avere più tempo da dedicare alla sua famiglia.  La nuova proprietà comprende anche un piccolo cimitero degli animali. Siccome sulla strada vicino casa passano grandi camion  a tutta velocità, Ellie, la figlia maggiore, ha paura che il suo gatto Church possa morire. Jud il vicino di casa della famiglia Creed mostra questo cimitero a Louis. Qui è seppellito anche il cane che aveva da bambino. Purtroppo il padre ha dovuto sopprimerlo per non farlo soffrire.  Quel posto ha qualcosa di strano. Il vicino di casa dice a Louis che secondo una leggenda i bambini si sfidavano ad andarci di notte, conoscevano il potere di quel luogo, lo temevano.

Pet Sematary è il remake del film del 1989 diretto da Mary Lambert. Anche se non è un capolavoro del cinema horror l’ho comunque apprezzato. La trama è quella descritta da Stephen King nel suo libro del 1983. In questa pellicola ritroviamo alcune cose del primo adattamento cinematografico uscito 30 anni fa. Ho trovato eccessivo il divieto ai minori di 14 anni. Per me era più horror la pellicola del 1989. Negli anni ’80 c’era la volontà di osare. Le morti in quella pellicola erano più cruente. Qui invece, nonostante l’aiuto di Stephen King in fase di sceneggiatura, a mio avviso hanno osato poco. Rispetto agli horror usciti al cinema in questi  ultimi anni è ben fatto. Consiglio di andarlo a vedere se siete amanti del genere o fan di Stephen King.  Uscirete dalla sala soddisfatti.

Voto: 3/5